Roma, 6 set – Il presidente di Confagricoltura Pier Antonio Salvador ha lanciato l’allarme sulla sopravvivenza di diverse imprese del mercato ittico italiano e sul rischio di non trovare più la presenza del pesce made in Italy sulle nostre tavole: “Sono letteralmente saltate, a causa del drastico aumento dei costi di produzione per i prodotti della piscicoltura, le programmazioni per i prossimi mesi, incidendo sulla presenza del prodotto ittico d’acquacoltura, mettendo a rischio la stessa sopravvivenza di molte imprese del settore e la presenza di pesce ‘made in Italy’ fino alle prossime feste natalizie”.

L’aumento dei costi costringerà gli italiani a consumare pesce importato

Il caro energia colpisce anche il settore ittico, con diversi piscicoltori che denunciano, oltre l’aumento del costo dei mangimi del 35% e la forte carenza idrica determinata da un prolungato periodo siccitoso, una spropositata crescita del costo dell’energia elettrica che si aggira intorno al 300%, per non parlare dell’ossigeno liquido il quale ha toccato percentuali da capogiro, segnando un +250%. Alla luce di questi incrementi, a catena, si stanno verificando aumenti su diversi altri fronti come la logistica interna, negli scambi tra fornitori e clienti(complice il rincaro sui carburanti) e negli strumenti e materiali per la manutenzione degli impianti industriali e attrezzature di produzione. “Siamo molto preoccupati per il tragico quadro che si è determinato dal punto di vista economico” ha continuato Salvador, evidenziando che “per gli allevamenti non si può configurare un lockdown ma, senza urgenti provvedimenti in grado di abbattere immediatamente i costi, crescerà inevitabilmente il numero delle imprese a rischio chiusura, costringendo gli italiani a consumare sempre più pesce importato”.

Italia sempre più in ginocchio

La crescente crisi sta colpendo a spada tratta tutti i settori dell’economia italiana, con conseguenze sociali che vediamo quotidianamente: aumento della povertà assolutadisoccupazione, chiusura di settori industriali fondamentali e molte altre. Inoltre, lo scenario che si prospetta nell’immediato futuro vede l’Italia sempre più dipendente da soggetti esterni, con il rischio concreto di elemosinare da paesi stranieri il cibo da mettere sulla tavola di milioni di famiglie.

Andrea Grieco

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