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Caronia, 20 ago – Le ricerche sono finite: manca solo l’ufficialità dell’esame del Dna e il riconoscimento degli indumenti ritrovati, ma i resti del corpo di un bambino ritrovati ieri a Caronia (provincia di Messina) sono quelli del piccolo Gioele Mondello, il figlio di 4 anni della dj Viviana Parisi – ritrovata morta l’8 agosto scorso – che era scomparso da 16 giorni dopo essere stato visto un’ultima volta, vivo e in condizioni normali, in braccio alla madre, mentre la donna scavalcava il guard rail dell’autostrada Messina-Palermo e si inoltrava nella boscaglia. Le ricerche sono finite, ma il giallo resta irrisolto: l’area era stata già perlustrata, perché il ritrovamento è avvenuto soltanto ieri, per di più grazie a un volontario?

E’ giallo sulla morte di madre e figlio: omicidio-suicidio o aggressione?

Ma soprattutto, restano due interrogativi: come è morto Gioele? Come è morta la madre? Per gli investigatori restano in piedi almeno due ipotesi: i due sono stati aggrediti oppure il piccolo è stato ucciso dalla madre, che poi si sarebbe tolta la vita. Alla Parisi era stata diagnostica una grave forma di sofferenza psichica: angoscia, delirio, panico, crisi mistica, aveva il terrore che le venisse portato via Gioele, i familiari riportano che pensava di essere seguita. L’autopsia della donna rivela fratture e traumi compatibili con una caduta. Forse proprio da quel traliccio sotto il quale è stato rinvenuto il corpo. Ma i resti del figlio sono stati ritrovati lontano da lì, trascinati dagli animali selvatici, che hanno dilaniato il corpo. Oppure la madre aveva ucciso e nascosto il corpo, poi scempiato, forse da maiali selvatici? Altra ipotesi terribile: Gioele è stato aggredito dalle bestie in vita?

Investigatori: “Possibile che madre abbia seppellito figlio”

Il punto del ritrovamento dei resti del piccolo, con lembi di una magliettina blu (mentre in un altro posto ancora sarebbero state rinvenute le sue scarpette, sempre blu) è a 7-800 metri dal traliccio dell’alta tensione sotto cui è stato trovato il corpo della madre, ed è a 200 metri dal passaggio fra l’autostrada e il bosco. Quello che si può affermare è che il bimbo molto probabilmente è morto il primo giorno, il 3 agosto, come la madre. Poi le sue spoglie sono state sparse dagli animali selvatici. Ma la distanza tra i due luoghi del ritrovamento è tale da lasciare grandi dubbi. “L’ipotesi che la madre abbia seppellito suo figlio e poi si sia tolta la vita, sembra adesso la più probabile“, riferisce però un investigatore.

Oggi l’esame del Dna, domani l’autopsia

Oggi intanto ci sarà il prelievo del Dna per Daniele Mondello, il papà di Gioele, per comparare i dati con il corpicino del bambino “dell’età di Gioele, tra i 3 e i 4 anni”.
Sarà eseguita tra domani pomeriggio e sabato mattina, come apprende l’AdnKronos, l’autopsia sul corpicino del piccolo Gioele. A eseguire l’esame autoptico sarà Elvira Spagnolo, lo stesso medico legale che ha eseguito l’esame sulla madre del bambino.

E’ polemica sulle modalità di ritrovamento delle spoglie del piccolo

Intanto scoppia la polemica sulle modalità di ritrovamento dei resti del piccolo. “Cinque ore di lavoro di un volontario rispetto a 15 giorni di 70 uomini esperti, mi fanno sorgere dei dubbi oggettivi sui metodi adottati per le ricerche. La mia non vuole essere una polemica, ma la semplice considerazione di un marito e padre distrutto per la perdita della propria famiglia”, scrive il padre di Gioele su Facebook. A trovare i resti del piccolo è stato un carabiniere in pensione, che sostiene di aver cercato dove gli altri non avevano guardato. Dal canto loro, i responsabili delle ricerche si giustificano affermando che si sono basati cercando eventuali tracce di un bambino in vita. Tuttavia lo stesso procuratore di Patti, Angelo Cavallo, pur ringraziando tutti per le ricerche, ha spiegato che sarà fatta una valutazione sul fatto che le forze dell’ordine non siano riuscite nell’impresa compiuta da un volontario.

Il legale di famiglia: “Credibilità Stato ne esce fortemente compromessa”

“Persino per ritrovare Gioele la mia famiglia ha dovuto fare affidamento sulle proprie forze: ancora una volta ha dovuto ‘metterci una pezza’. La credibilità dello Stato ne esce fortemente compromessa e non posso che dolermene”. E’ invece l’accusa di Claudio Mondello, legale della famiglia e cugino del padre del piccolo Gioele. “Devo, tuttavia, ringraziare i tantissimi volontari che ci hanno sostenuto col loro sudore ed amore – scrive l’avvocato sui social -. E’ una Italia che ci restituisce speranza”.

Ludovica Colli

2 Commenti

  1. qualcosa non quadra, ma che scherziamo questa donna era seguita da qualcuno molto vicino … riascoltare anche gli occupanti del furgone incidentato. vedrete che sorprese.

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