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È in fase di attuazione, su tutto il territorio nazionale, la Strategia italiana per la banda ultralarga, articolata in una serie di iniziative pubbliche – fra le quali, diverse gare che sono state aggiudicate – al fine di conseguire gli obiettivi di “connettività per un mercato unico digitale competitivo”, annunciati dalla Commissione europea nel 2016. In tema di banda larga e ultralarga, gli Stati membri dovrebbero conseguire entro i prossimi cinque anni un livello di connettività pari ad un Gigabit per uffici pubblici, biblioteche e scuole, assommati ad almeno 100 Mbps – espandibili a Gbps – per tutte le famiglie. Per la realizzazione delle nuove infrastrutture in Italia, è stato creato un apposito catasto: il decreto legislativo n. 33/2016 ha infatti istituito il Sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture (SINFI), fra le cui funzioni vi è quella di semplificare le procedure relative alle reti in fibra ottica. Ulteriori semplificazioni sono state introdotte dal decreto-legge n.18 del 2020, con il quale è stato disposto che le imprese fornitrici di reti e servizi di comunicazioni elettroniche possano effettuare scavi, installazioni e manutenzioni delle infrastrutture in fibra ottica presentando una istanza unica – la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) – alla competente amministrazione locale ed agli organismi di controllo.

 

Il piano strategico italiano per la banda ultralarga

Lʼobiettivo primario della strategia digitale italiana è ottenere, attraverso una copertura per le reti ultraveloci pari allʼ85%, che almeno metà della popolazione possa usufruire di una velocità di connessione dati superiore ai 100 Mbps e tutti abbiano a disposizione almeno 30 Mbps, entro il 2020. Un piano ambizioso: qual è la situazione attuale relativa allʼaccesso alle reti di telecomunicazione a banda larga nel nostro Paese? In base ai dati divulgati lo scorso gennaio dallʼOsservatorio delle comunicazioni (AGCOM), rispetto agli anni precedenti gli accessi alla rete fissa in rame sono passati dal 94% a meno del 50%. Al contempo, le tecnologie Fiber To The Cabinet (FFTC) e Fiber To The Home (FFTH) sono incrementate dal 5,8% al 43,7% delle utenze complessive, ossia un totale di oltre 17 milioni di accessi alla banda ultralarga. Per quanto riguarda la velocità pari o superiore ai 30 Mbps, fra il 2015 ed il 2019 gli accessi sono passati dal 5,3% al 53%, mentre quelli con velocità maggiore di 100 Mbps sono 6,52 milioni in totale.

 

Programmazione delle risorse economiche nazionali e della UE

Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) ha destinato 3,5 miliardi di euro delle risorse del Fondo sviluppo e coesione (FSC) alla realizzazione della rete in fibra ottica, con la delibera n. 65-2015. Di tali risorse, 2,2 miliardi sono destinati ad interventi di immediata attivazione, per sostenere lo sviluppo di beni e servizi di nuova generazione e per il completamento delle infrastrutture nelle aree a bassa densità abitativa, periferiche e rurali del Belpaese. Ulteriori finanziamenti da destinare allʼattuazione del piano strategico italiano provengono dai fondi europei: circa 1,9 miliardi di euro che derivano dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) – i quali saranno a disposizione delle regioni. Inoltre, 233 milioni di euro del Fondo PON imprese e competitività per la banda larga ultraveloce, destinati alle aree produttive marginali ed alle aree a fallimento di mercato, ossia zone a scarsa densità abitativa e sparse sul territorio, nelle quali si rende necessario lʼintervento pubblico diretto. La costruzione della rete con cavo fibra ottica in tali zone – indicate come “aree bianche” dal piano operativo – sarà di proprietà statale e regionale, e riguarderà circa 7300 Comuni dislocati in tutto il territorio italiano. Sempre nellʼambito della prima fase di attuazione, sono previste risorse aggiuntive individuate dalla sopraccitata delibera che si assommeranno agli strumenti finanziari previsti dal piano, quali il credito dʼimposta, i voucher alla domanda ed il fondo di garanzia. Questʼultime saranno impiegate nelle “aree grigie”, laddove un solo operatore commerciale effettuerà investimenti per le nuove infrastrutture. Per la programmazione della fase successiva si dovrà attendere il benestare della Commissione europea sul regime di aiuto.

 

Dorsale in fibra ottica FLAG: la più grande opera realizzata in epoca moderna

Il viaggio che ha condotto allʼattuale tecnologia della fibra ottica, come sistema di trasmissione dei dati a velocità elevate, inizia nientemeno che allʼepoca di Archimede di Siracusa (287 a.C. – 212 a.C.), con la scoperta della legge della riflessione della luce. Attraverso i millenni, numerose menti eccelse in tutto il globo hanno contribuito con le proprie scoperte e genialità a far sì che, al giorno dʼoggi, sia possibile collegare con un cavo transoceanico interi continenti e scambiare informazioni in tempo reale. Ne è un esempio il FLAG (Fiber-Optic Link Around the Globe), sistema ottico di trasmissione dati ad elevatissima capacità: si tratta di un cavo transcontinentale esteso per 24mila chilometri, dalla Gran Bretagna al Giappone senza interruzioni, il quale collega 12 Paesi a 10 Gigabit al secondo, unendo al contempo lʼestremità europea del cavo transatlantico TAT12/13 a quella asiatica del TPC-5. Unʼopera mastodontica ad alto livello di affidabilità, con una capacità complessiva di 120mila canali telefonici ed in grado di garantire una disponibilità quasi totale.

Flora Liliana Menicocci

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