Il Primato Nazionale mensile in edicola

maròNew Delhi, 12 gen – Sulla velocità dei processi, purtroppo, l’Italia ha poco da insegnare al mondo. Quando la lentezza sembra una strategia provocatoria e dilatoria, tuttavia, e per di più nell’ambito di un indagine nata male e con tantissime zone d’ombra, la cosa diventa intollerabile. È il caso della vicenda dei due marò.



La decisione sul rientro in India di Massimiliano Latorre, infatti, è stata rinviata a mercoledì. La Corte suprema indiana oggi infatti non si è pronunciata sulla richiesta di estensione del soggiorno in Italia, che scade alla mezzanotte, presentata dal militare italiano che il 5 gennaio scorso è stato sottoposto ad un intervento al cuore.

La Corte ha stabilito che a decidere in proposito dovranno essere altri giudici, in un’udienza fissata per mercoledì prossimo. Secondo quanto riportano i media indiani, il presidente della Corte Suprema H L Dattu ha spiegato di non ritenere appropriato che l’assise da lui presieduta deliberi sulla richiesta di Latorre dal momento che se ne è già occupata ed “ha in precedenza espresso alcune riserve”.

Il caso “venga presentato di fronte ad un’altra sezione”, ha concluso il giudice Dattu che il 16 dicembre scorso aveva negato la prima richiesta di proroga dei termini del rientro in India per il marò tornato in Italia lo scorso settembre a seguito di un ictus. “Avendo fatto delle osservazioni sulla richiesta presentata in precedenza, noi non riteniamo opportuno deliberare su questa richiesta e la presentiamo di fronte ad un’altra sezione per dopodomani”, è stato quindi il pronunciamento della Corte.

Insomma, l’India fa il consueto gioco delle tre carte. Sulla pelle dei nostri soldati.

Giuliano Lebelli



La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta