Catanzaro, 21 ott – Certificati medici falsi per assentarsi durante il lockdown, a marzo 2020: 41 medici indagati a Catanzaro. La Guardia di finanza del capoluogo calabrese ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per oltre 46mila euro nei confronti di 13 medici del servizio di emergenza del 118. I quali, durante il primo lockdown, si assentavano dal lavoro grazie a falsi certificati di malattia. Al momento 41 medici sono indagati per truffa e/o falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici.



Certificati medici falsi per assentarsi durante il lockdown: 41 medici indagati a Catanzaro

A segnalare la situazione alle autorità è stato il dirigente del Servizio 118. Le indagini delle Fiamme gialle hanno poi permesso di accertare che le patologie riportate nei certificati erano del tutto inesistenti. Grazie a numerosi medici compiacenti che si erano prestati a diagnosticarle ai colleghi senza alcuna visita. Ma semplicemente con una telefonata. Nel dettaglio, un gruppo di medici si è accordato per dare luogo a una ritorsione ai danni dell’Asp dopo la sospensione, e al contestuale recupero, di una speciale indennità. Soldi che sono stati illegittimamente percepiti per anni anche in corrispondenza delle giornate di ferie.

Le assenze nel periodo di massima diffusione della pandemia

A quel punto gli operatori del 118 hanno creato un gruppo su Whatsapp, dove si scambiavano messaggi lamentandosi della situazione e protestando. Il tutto con la speranza che i disservizi provocati dalla loro azione potessero indurre a un ripristino dell’indennità. Alcuni operatori sanitari hanno, invece, deciso di assentarsi dal lavoro per il timore di contrarre il Covid-19 oppure di trasmetterlo ai propri familiari. Così facendo si sono dunque sottratti ai propri doveri nel primo periodo di massima diffusione della pandemia. Con inevitabili ripercussioni sull’efficienza dell’attività di pronto soccorso. Come se non bastasse, diversi medici che si sono assentati dal lavoro hanno però continuato ad esercitare l’attività professionale privata.

Ludovica Colli

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