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Il riciclo creativo, noto anche con il termine di upcycling, rappresenta un fenomeno di grande tendenza in un momento storico che è contrassegnato dalla lotta allo spreco e dal tentativo di contrastare l’inquinamento ambientale: ci siamo confrontati con il team di nonsoloriciclo.com, punto di riferimento per tutti coloro che si interessano a questo ambito. A loro giudizio l’upcycling potrebbe essere considerato come un approccio di tipo olistico nei confronti del riciclo. Si tratta, molto semplicemente, di trovare un nuovo utilizzo a tutti gli oggetti che non vengono più impiegati o che per qualunque ragione sono destinati a finire nella spazzatura.

Che cosa si crea con l’upcycling

Il bello di questo approccio è che non ci si limita a ridurre la produzione di rifiuti, ma si ottengono dei risultati decisamente apprezzabili dal punto di vista pratico, a livello culturale e sotto il profilo artistico. Il solo limite è rappresentato dalla fantasia, nel senso che un vecchio CD può essere trasformato in una borsa, mentre i cartoni dei succhi di frutta o del latte possono essere riusati per i forni solari. Ovviamente il riciclo creativo esclude qualsiasi tipo di trasformazione industriale: in modo del tutto artigianale una bottiglia può diventare una lampada, mentre le parti in metallo di una macchina possono trovare posto nel settore agricolo.

Un approccio filosofico

Da un certo punto di vista l’upcycling non è un fenomeno nuovo ma, al contrario, è una pratica che è in corso da secoli. Quando nel XIX secolo, giusto per fare un esempio, gli avanzi della cena venivano raccolti per essere dati da mangiare agli animali della fattoria, quello non era altro che un modo di fare upcycling ante litteram: ciò che in teoria doveva essere scarto veniva riutilizzato in modo intelligente e, soprattutto, sostenibile dal punto di vista ambientale.

Una forma di educazione ecologica

Come è facile intuire, l’upcycling si caratterizza per un valore educativo molto forte. Viste le tendenze in corso per ciò che concerne l’inquinamento, il solo modo per apportare una inversione di rotta consiste nell’affidarsi all’educazione. Più che un problema, l’inquinamento merita di essere considerato una sfida: può essere utile avvicinare anche i ragazzi e i bambini al riciclo creativo, individuando una dimensione ludica che li attragga e che al tempo stesso renda l’upcycling attraente per loro. Il piacere della creatività può essere coniugato con il senso di responsabilità, se si presta attenzione alla massa di rifiuti che, giorno dopo giorno, vengono prodotti in ogni angolo del mondo.

Ricavare l’utile da ciò che è inutile

Quello dell’upcycling è un approccio positivo anche perché permette di ottenere qualcosa di utile ricavandolo da qualcosa che si riteneva inutile, e proprio per questo sul punto di essere buttato. Il riciclo creativo insegna a capire e a pensare che gli oggetti non hanno una durata limitata ma una vita potenzialmente molto lunga, per non dire infinita: con un pizzico di cultura e un bel po’ di immaginazione si possono trovare tante soluzioni per risparmiare, spendere di meno e gettare meno rifiuti.

Un nuovo utilizzo

Su Internet si possono trovare tantissime idee che permettono di capire in che modo riutilizzare i vasi, i mobili vecchi, la carta, gli oggetti in plastica, i CD, i capi di abbigliamento, e così via. La formazione, insomma, può essere da autodidatti, senza che vi sia la necessità di un maestrino con il dito puntato che spieghi che cosa va bene e che cosa no. Dire addio agli scarti per trasformarli in opportunità offre vantaggi sul piano ecologico ed economico, ma soprattutto è fonte di gratificazione e di appagamento perché permette di assecondare la vena artistica di ognuno di noi.

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