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Milano, 29 nov – Grande successo e affluenza alla “conferenza più boicottata d’Italia” La tua scelta sovranista per il lancio della campagna abbonamenti 2020 de Il Primato Nazionale. Nonostante l’ennesimo, vile e patetico tentativo di gruppi sinistroidi come i Sentinelli di boicottare l’evento con intimidazioni e il ricatto del mailbombing, la conferenza si è svolta regolarmente e ha registrato il tutto esaurito. Ricco il parterre dei relatori: dal vicedirettore de La Verità Francesco Borgonovo al criminologo professor Alessandro Meluzzi, da Simone Di Stefano al giornalista e autore di Altaforte edizioni Gianfranco Peroncini, per arrivare all’intervento conclusivo del direttore del Primato Adriano Scianca. Il convegno ha visto anche la partecipazione “in differita” di Diego Fusaro con un intervento video e l’introduzione dell’editore della nostra testata e di Altaforte Francesco Polacchi. Moderatore della serata, Valerio Benedetti. Un ringraziamento va anche ai politici che appoggiano con entusiasmo il progetto-Primato e che si sono esposti in prima persona in sostegno dell’iniziativa: gli onorevoli Osnato, Frassinetti e La Russa, l’europarlamentare Fidanza, il consigliere comunale milanese De Chirico e i consiglieri regionali lombardi Bastoni e Lucente. 

Guerra culturale

“Propugnare il verbo del pensiero unico, dire che non esistono i popoli e i confini è un atto di guerra e noi con il Primato rispondiamo combattendo culturalmente – ha così aperto il caporedattore del Primato – Ogni abbonamento che riusciamo a sottoscrivere è come un proiettile nel nostro caricatore, e noi questa guerra la vinceremo”. Il primo intervento è dell’editore Francesco Polacchi, che inizia dedicando “un sonoro vaffa… agli antisovranisti, agli anti-italiani che hanno cercato di boicottare l’evento del Primato Nazionale qui a Milano con mailbombing e recensioni negative su Tripadvisor, danneggiando l’Hotel che ci sta ospitando. I Sentinelli di Milano hanno provato in ogni modo a boicottare l’evento perché i nostri numeri sono importanti e gli fanno paura: dieci milioni di contatti sul nostro quotidiano online nel 2019″, spiega. “La nostra è una grande missione, con il Primato e Altaforte ci siamo prefissi lo scopo di cementare la consapevolezza del pensiero sovranista, nonostante la censura. L’abbonamento al Primato è un arruolamento. Dobbiamo fare una scelta sovranista, italiana e non conforme”.

Combattere l’egemonia culturale, diventare egemonia culturale

Il vicedirettore de La Verità Borgonovo inizia sottolineando l’importanza dell’edizione cartacea: “Da un periodico cartaceo si costruisce l’egemonia culturale. Le pagine Facebook si oscurano, la carta resta ed è consultabile sempre. Ma non bisogna aspettarsi che ci regaleranno qualcosa”, spiega. E porta il recente esempio di Recalcati, che “dice che il sovranismo è una malattia. Siamo alla patologizzazione dell’avversario, come succedeva in Unione Sovietica”. Il grande cruccio della sinistra è la consapevolezza di non essere “più l’unica ad avere in mano l’editoria. Ecco perché dovete leggere i libri di Altaforte, comprare il Primato Nazionale. Per avere la preparazione e la cultura necessarie per combattere chi vorrebbe tapparci la bocca”.

Fidanza: “Fare diga” contro gli antisovranisti

A Borgonovo è seguito il breve intervento del capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, l’on. Carlo Fidanza: “Abbiamo una sfida comune, al di là delle sfumature diverse dell’universo non conforme. Dobbiamo ‘fare diga’ tutti insieme, con l’intelligenza e gli strumenti di cui disponiamo. E’ fondamentale lavorare di più per rafforzare la nostra voce, per difendere le cose che ci uniscono, per smussare gli angoli ed essere tutti uniti, visto che i nostri avversari ci vedono come un unico nemico”.

L’euro è uno stato mentale

Per Gianfranco Peroncini “la pietra d’inciampo è l’euro, che non è solo una moneta, è una cultura, uno stato mentale che vuole portare a compimento la conquista degli Stati sovrani da parte del neoliberismo. L’euro è figlio della Guerra fredda, che è figlia delle guerre mondiali. E noi, in data attuale, stiamo pagando ancora le condizioni economiche imposte da Jalta”.

Sardine, i nuovi reazionari

Diego Fusaro punta il dito contro il ruolo degli intellettuali nel nuovo ordine mondiale turbocapitalistico, usati per “giustificare i rapporti di forza e far accettare le catene alle masse. Essi si muovono come banchi di pesci. Ecco perché dobbiamo navigare controcorrente”. Il pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto “censura il pensiero non allineato, che non celebra il ‘verbo unico’ post 1989. E’ in atto una repressione orwelliana: viene usata la censura come protezione. Il fatto che la censura si abbatta sul pensiero non allineato è la prova che questo pensiero è rivoluzionario. Invece i giovani scendono in piazza usando le parole d’ordine del potere, della globalizzazione e per questo sono i nuovi reazionari“. La società che si predica “open”, conclude Fusaro, in realtà “è chiusa, soprattutto per i ceti più deboli, per i dannati della globalizzazione. E’ una dittatura che permette di dire quello che si vuole, a patto di essere allineati al liberismo dominante”.

Chi governa i popoli? Chi governa le monete

Il prof. Alessandro Meluzzi apre l’intervento ponendo la questione di come definire il sovranismo: “Un avamposto in campo ostile, come dice Borgonovo, ma per definire la sovranità dobbiamo partire dalla perdita della nostra sovranità, a Cassibile il 3 settembre 1943. Esistono clausole segrete dell’armistizio, secondo cui senza il placet dell’intelligence britannica non si può diventare capo dello Stato e capo del governo in Italia”, spiega il criminologo. “Se questa di stasera è una riunione ‘culturalmente eversiva’, è perché ricordiamo fatti storici che fanno paura”. Chi governa i popoli? “Chi governa le monete. La moneta oggi è un valore autoreferenziale, c’è una guerra tra chi è per la sovranità monetaria, legata a terra e popolo, contro quella di chi fabbrica denaro attraverso la merce per fare altro denaro. L’economia della finanza oggi governa la Storia“. 

I compiti che ci attendono

“Non abbiamo molti spazi ma abbiamo molte idee”, con questa grande verità inizia il suo intervento Simone Di Stefano. “Culturalmente continuiamo a essere l’avanguardia che sta influenzando il pensiero sovranista e lo dimostra l’impegno con cui è mandato avanti il Primato. Stiamo conducendo una battaglia che stiamo lentamente vincendo, perché l’area sovranista si è compattata”, spiega. “Ma abbiamo ancora dei compiti da portare a termine: dobbiamo fare lo stesso lavoro, con la stessa dedizione, che i nostri avversari fanno capillarmente sui social, dobbiamo essere il laboratorio delle idee che colmeranno gli spazi culturali nei posti chiave dei media. Dobbiamo perdere il timore reverenziale e l’abitudine di chinare il capo al politicamente corretto. Non dobbiamo subire l’influenza culturale della propaganda dell’avversario. Dobbiamo smettere di piangere per la censura e reagire attivamente con proposte di legge. La sinistra”, conclude Di Stefano, “ha il telecomando dei messaggi ma non ha le idee“.

Scianca: Indietro non si torna. Creare categorie ex novo

Chiude la conferenza il direttore Adriano Scianca, secondo il quale “il sovranismo è un termine con tre pregi: funziona perché è d’impatto, e costringe la sinistra a schierarsi contro una cosa bella come la sovranità, e contro il popolo. Ma soprattutto non vuol dire nulla, possiamo versarci dentro i significati che vogliamo“, spiega. Il sovranismo, quindi, “è qualcosa che dobbiamo costruire e non utilizzare come se già esistesse. Innanzitutto uscendo dalle paludi del conservatorismo“. Per Scianca dobbiamo capire che “indietro non si torna. Come si risponde all’ideologia gender e Bibbiano? Creando categorie ex novo. Non possiamo più adottare quelle dei decenni addietro, dobbiamo creare il nostro mondo e cesellare le categorie sul presente, il passato non tornerà”. La scelta sovranista sta nel “colpire politicamente le strutture degli avversari, come le cooperative rosse e le casematte della cultura. Creare spazi di autonomia reale, sostenendo economicamente il mensile in edicola, che si può comprare al di là delle censure online”.

 

Cristina Gauri

1 commento

  1. La terra dei PADRI , la FEDE immortal nessuno potrà cancellar .
    L’USURA ed il PUGGNO noi vincerem

    Il domani appartiene A NOI !

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