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Roma, 10 mar – Le misure del governo per contenere l’epidemia di coronavirus non bastano: “Ci sono ancora troppi giovani in giro“. E per il “Sud serve una mobilitazione straordinaria”, “lì la Sanità è più critica”. Ne è convinto Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, che dopo l’allarme contagi su Roma lanciato ieri, spiega che “più dei provvedimenti del governo contano i comportamenti individuali. La gente non ha capito quanto sta rischiando“. In un’intervista al Corriere della Sera, l’esperto spiega che “se le misure venissero applicate con veemenza e tempestività e con un’attenta azione di quarantena, il virus potrebbe essere almeno rallentato per dare tempo ai servizi sanitari di organizzarsi e non andare in tilt con una grande affluenza di malati”. Ma – è l’avvertimento di Rezza – per ottenere questo risultato “occorre una mobilitazione straordinaria“. Insomma, l’unico modo per fermare l’epidemia di coronavirus “sarebbe chiudere in stile cinese, ma in un Paese occidentale non si può perché bisogna far e i conti con i comportamenti umani“.

“Troppi giovani in giro: è in gioco la salute dei loro nonni”

E a proposito di comportamenti inappropriati e pericolosi, l’esperto denuncia il fatto che ancora si vedono “tanti giovani girare per la strada” impegnati soprattutto tra  “apericene, locali, movida, baci, abbracci” (anche se apericene e movida, con il coprifuoco alle 18, da oggi saranno vietate). “Non è in gioco la loro salute – avverte l’esperto – ma quella di genitori, nonni, zie“. E intima ancora un volta: “Se non vogliono essere responsabili nei confronti della collettività, che lo siano almeno per proteggere la famiglia. È da incoscienti stare liberamente in mezzo alla gente“. Lo stesso, osserva il medico, vale per francesi e tedeschi. “Mi sembra che non abbiano inteso a cosa stanno andando incontro”, conclude.

“Proteggere il Sud, ha organizzazione sanitaria più critica”

Rezza poi spiega perché era necessaria la stretta del governo su spostamenti e assembramenti di persone: “Bisognava proteggere l’intero territorio nazionale perché se in questo momento l’epicentro dell’epidemia è nella bassa Lombardia, ma è chiaro che c’è un aumento di casi al centro, anche il Sud non è immune e sappiamo che il virus può correre molto veloce“, fa presente ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital. “Quindi – conclude – la cosa peggiore che possiamo fare è ignorare quello che è successo in Lombardia e vivere nel resto d’Itala come se nulla fosse. Bisogna alzare il livello di guardia per evitare che si diffonda al Sud, che tra l’altro ha anche un’organizzazione sanitaria più critica“.

Ludovica Colli

1 commento

  1. …la SX lancia il virus terrorismo e la destra borghese gli corre dietro..un Paese trasformato in un recinto, ben chiuso, di pecore destinate al macello..con la UE pronta a divorare..