Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 31 mar – “Siamo arrivati al picco, ma il picco non è una punta bensì un pianoro da cui ora dobbiamo discendere“. E’ quanto dichiarato oggi dal presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, durante una conferenza stampa sul punto epidemiologico. “La curva ci dice che siamo al plateau, non vuol dire che abbiamo conquistato la vetta e che è finita ma che dobbiamo iniziare la discesa e la discesa si comincia applicando le misure in atto”, ha spiegato Brusaferro.

Parole senza dubbio incoraggianti quelle del presidente dell’Iss, che ha però chiesto di “essere cauti poiché dalla situazione di pianoro l’epidemia può ripartire se molliamo rispetto alle misure di contenimento e isolamento in atto“. Paradossalmente dunque aver raggiunto questo fatidico picco potrebbe indurci erroneamente a pensare di aver sconfitto il virus e questo potrebbe generare una sorta di sottovalutazione generale del rischio di contagio. Per questo secondo Brusaferro è fondamentale mantenere ancora in vigore le misure restrittive imposte dal governo per contrastare l’epidemia.

Zero contagi? “Ci vorranno mesi”

Il presidente dell’Iss ha detto poi che sono necessari “test più rapidi per la ricerca degli anticorpi”. Dunque “stiamo pensando di fare questo tipo di indagine e stiamo mettendo a punto le tecnologie per poterlo fare”, ha precisato. Brusaferro ha poi puntualizzato che l’indice di trasmissione del coronavirus, il cosiddetto R con zero, adesso “è vicino all’uno (questo significa che un positivo può infettare una persona, ndr) ma dobbiamo arrivare sotto il valore uno”. Per arrivare però al valore zero contagi, ha detto Brusaferro, “ci vorranno mesi” perché è “difficile immaginare un azzeramento in tempi brevi”.

Non essendoci studi pregressi a disposizione, trovandoci insomma di fronte a un virus del tutto sconosciuto fino a qualche mese fa, “siamo visti come paese pilota” e quindi “stiamo prendendo in esame varie misure possibili e studiando quanto la curva decrescerà”, ha aggiunto il presidente dell’Iss. Soltanto a quel punto “dovremo cominciare a muoverci individuando le attività da far ripartire”, tenendo però “strettamente sotto controllo le aree più fragili”.

Alessandro Della Guglia

Commenta