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Milano, 15 mar . L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, lancia l’allarme: “Tra poco arriviamo a un punto di non ritorno. Abbiamo pochissimi posti liberi nelle terapie intensive, ormai siamo nell’ordine di 15 o 20 a disposizione”.

Gallera: “Una corsa contro il tempo”

Gallera definisce la situazione della sanità lombarda una “corsa contro il tempo”. “Il problema  sono i posti e il personale. Stiamo continuando a svuotare gli ospedali con maggiore pressione e a portare via i pazienti, addirittura oggi siamo arrivati al punto che non abbiamo più ambulanze per qualcuno che ha già un posto in un altro presidio e attenderemo la tarda serata per poterli spostare. La macchina si è veramente messa in moto”.

La situazione delle terapie intensive

La situazione delle terapie intensive è drammatica: “Abbiamo pochissimi posti liberi nelle terapie intensive, ormai siamo nell’ordine di 15 o 20 a disposizione. Ogni giorno ne ricaviamo qualcuno di nuovo, domani ne arrivano liberi altri tre e il San Raffaele sta creando un’area con 14 posti che sarà pronta però tra una settimana. Oggi li recuperiamo chiudendo le sale operatorie, dove ci sono dei respiratori che possono essere utilizzanti anche per sostenere il respiro”, dice ancora l’assessore.

Rianimazione, 85 pazienti in più

E i numeri dei pazienti ricoverati in animazione fanno certamente paura:  nelle ultime 24 ore sono stati 85 in più, ovvero il doppio rispetto ai 40-45 nuovi casi registrati nell’ultima settimana. Dice ancora Gallera: «Recuperiamo 15-20 posti al giorno. Siamo vicini al punto di non ritorno”. Attilio Fontana, governatore della Lombardia, dice ancora: “Stiamo facendo dei veri miracoli”.

Tutti gli spazi destinati al coronavirus

Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, a metà febbraio (ovvero prima della scoperta del focolaio a Codogno), in Lombardia c’erano 724 letti di rianimazione. L’emergenza da coronavirus ha portato il numero a 1.100 di cui 890 dedicati solo ai malati di coronavirus. Per i letti vengono utilizzati tutti gli spazi disponibili: corridoi, sale operatorie, camere di risveglio. Senza nuove strutture, come dice Gallera, il punto di non ritorno è vicino.

In arrivo 14 nuovi posti dal San Raffaele

Dal San Raffaele arriveranno 14 nuovi posti di rianimazione allestite in una tensostruttura che il gruppo San Donato è riuscita a realizzare grazie ai quasi 4 milioni raccolti da 191 donatori (provenienti da 92 Paesi) della campagna lanciata da Chiara Ferragni e Fedez. La Bergamasca è l’area più critica (e ha attualmente a disposizione 80 posti di rianimazione). I pazienti (92) vengono trasferiti dagli ospedali più congestionati a quelli meno occupati. E anche alle case di cura, convertite in buona parte in centri ad hoc per il coronavirus.

L’allestimento della Fiera e i medici stranieri

La Regione Lombardia ha inoltre richiesto alla Protezione civile una nuova fornitura di respiratori. Questi servirebbero per l’ospedale da 500 posti che la Regione Lombardia vorrebbe realizzare nei locali della Fiera di Milano: «Noi abbiamo messo la sede, nessuno è in grado di fornirci né medici né ventilatori» commenta Fontana. Sono 1.600 i sanitari che hanno risposto alla “chiamata alle armi” lombarda. Di questi, ne sono stati valutati 692. Tra di loro, 68 medici specialisti, 137 specializzandi, 74 appena laureati (verranno abilitati d’ufficio) e 323 infermieri. Dalla Regione Lombardia però fanno sapere che: «Molti però rinunciano, così si creano ulteriori ritardi». Si è deciso quindi di assumere anche personale straniero, nella fattispecie da Venezuela, Cuba e Cina: «Saranno superati problemi di equipollenza e abilitazioni, potranno lavorare da subito».

Ilaria Paoletti

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