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Coronavirus, a Roma lo spaccio continua con guanti e mascherine. Per la gioia di Raimo

by Cristina Gauri
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spacciatori

Roma, 18 mar – Christina Raimo può dormire sonni tranquilli. Sono finite le sue preoccupazioni riguardo le sofferenze dei poveri tossicodipendenti in tempo di coronavirus, che non avrebbero di cui drogarsi perché le misure di contenimento non gli permetterebbero di recarsi dagli amici spacciatori. A quanto pare, secondo quanto riportato da RomaToday, i pusher della Capitale – in particolar modo il quadrante di Roma Est e Nord Est – sono bene intenzionati a non lasciare a bocca asciutta l’affezionata clientela.  Insomma, lo spaccio a Roma non si ferma, soprattutto a Tor Bella Monaca e San Basilio, piazze clou dello spaccio periferico dell’Urbe.

Certo, bisogna adeguarsi ai tempi dell’epidemia: a Tor Bella Monaca le strade desertificate rendono troppo evidente la presenza dei pusher che non riescono più a mimetizzarsi nel tessuto sociale del quartiere, ora asserragliato in casa, ma ci sono da pagare i giornalieri agli spacciatori pusher e alle vedette (che guadagnano dai 50 ai 100 euro al giorno). E allora ci si nasconde meglio, gli occhi delle vedette si aguzzano, e soprattutto si corre ai ripari: scattano guanti e mascherine anche per gli “addetti alle vendite”. Lo spaccio diminuisce nei numeri ma non nella sostanza.

E’ così anche a San Basilio, dove le protezioni non si usano, ma per limitare il rischio di contagio – si ironizza, è solo un escamotage utilizzato per dare meno nell’occhio –  i provvidi pusher hanno deciso di improvvisarsi novelli Deliveroo della droga e consegnare a domicilio. Sospeso il traffico a Ponte di Nona, dove gli affari sono sospesi in seguito all’operazione dei carabinieri che ha sgominato la banda di Biondo e Wolly. Continuano in maniera serrata, anche in altri quadranti della capitale, i controlli e gli arresti.

Cristina Gauri

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