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Roma, 27 set – L’inizio dell’anno scolastico 2020/2021 passerà sicuramente alla storia. Se è vero che a tutti noi è capitato, almeno una volta, di sfogliare un testo di storia contemporanea e trovare delle foto o dei resoconti della famosa influenza “Spagnola”, i fatti del 2020 verranno letti e studiati dalle generazioni future. Un discorso, tuttavia, che merita un punto della situazione, non paragonabile al 1918, è la situazione della scuola.

Già dallo scorso agosto diverse testate e notiziari comunicavano, quasi profetizzando, che sarebbe stato possibile uno scenario di assenze dalle strutture scolastiche da parte del personale preposto. Lo stesso Conte con il ministro Azzolina affermavano che la scuola non sarebbe stato un luogo totalmente esente dal rischio di contagio da coronavirus. E’ difatti considerato probabile che il timore di esser contagiati pervada parte del personale docente e Ata ed è pur vero che all’interno di un anno scolastico, in normali condizioni, chiunque può esser colpito da raffreddore e/o influenza stagionale a prescindere dal coronavirus.

Ecco quindi che appaiono le supplenze Ata e docenti da “Organico Covid19”. La nota  relativa al provvedimento appare sul noto sito di informazione scolastica Orizzonte Scuola: “L’articolo 321 bis, lettera b, del testo coordinato del DL 34 del 2020, afferma che al fine di consentire l’avvio e lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 nel rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, con ordinanza del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono adottate, anche in deroga alle disposizioni vigenti, misure volte ad autorizzare i dirigenti degli uffici scolastici regionali ad attivare ulteriori incarichi temporanei di personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) a tempo determinato dalla data di inizio delle lezioni o dalla presa di servizio fino al termine delle lezioni […] In caso di sospensione dell’ attività in presenza, i relativi contratti di lavoro si intendono risolti per giusta causa, senza diritto ad alcun indennizzo”.

Le supplenze saranno assimilabili a quelle temporanee, alle quali normalmente si ricorre, e per il personale docente la chiamata in servizio avverrà attraverso le graduatorie d’istituto. Le graduatorie d’istituto sono elenchi che ci sono in ogni scuola dai quale si attinge per convocare supplenti per incarichi temporanei o annuali. Si avverte, quindi, un clima di attenzione particolare al quale si aggiungono le proteste degli studenti di tutta Italia.

Tempi difficili per chi deve amministrare la cosa pubblica e gestire, contemporaneamente, gli animi degli italiani che come 100 anni addietro si ritrovano in una condizione “particolare”. La scuola di oggi è sicuramente un’istituzione totalmente diversa da quella dei tempi di Vittorio Emanuele Orlando. La gestione è legata ai complessi, nonché necessari, meccanismi di fruizione di un ente che per mesi ha subito, forse più di tutti, i risvolti della pandemia.

Rosario Lanzafame

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