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Imola, 27 set – Si sono appena conclusi i mondiali di ciclismo ad Imola. Previsti inizialmente in Svizzera su un durissimo percorso, la rassegna più importante della stagione è stata inizialmente annullata a causa della pandemia mondiale, per poi essere riassegnata all’Italia con arrivo all’autodromo di Imola, a scapito della Francia, che aveva proposto un percorso per scalatori veri con la salita de La Planche des Belles Filles, tra l’altro decisiva la scorsa settimana per assegnare il Tour de France. Annullate invece tutte le prove giovanili.

Trionfa Ganna

Finalmente, l’Italia è tornata a sorridere, dopo tanti anni senza successo alcuno. Infatti, nella cronometro di venerdì, Filippo Ganna ha fatto la storia ed è il primo italiano a vincere la prova mondiale contro il tempo. Battuti campioni come il belga Van Aert e il lo svizzero Stefan Küng, con il campione in carica Rohan Dennis giù dal podio. Ganna, dopo innumerevoli successi su pista, è entrato di prepotenza tra i giovani candidati pronti a caratterizzare questo decennio.

La prova in linea

Per quanto riguarda la prova in linea appena conclusasi, il percorso presentava un circuito di 29 chilometri da ripetersi nove volte con due brevi e dure salite, Mazzolano e Cima Gallisterna, che rendevano dunque la vittoria appetibile per corridori esplosivi e adatti alle classiche, piuttosto che per scalatori puri. Come di consueto, la corsa viene caratterizzata nella prima parte di gara da una fuga di un gruppo di corridori che poco hanno da chiedere al mondiale, se non il fatto di mettersi in mostra. In quella fase a controllare sono la Danimarca di Fulgsang e la Svizzera di Hirschi, fino agli 80 chilometri dall’arrivo, quando la Francia (per Alaphilippe) e il Belgio (per Van Aert) iniziano a far selezione sulle salite con un gran ritmo. Regge bene l’Italia attorno a Vincenzo Nibali.

Sulla penultima salita del Gallisterna, l’attacco di Tadej Pogačar, che con una grande azione si porta da solo a condurre la gara. Dietro solo il Belgio cerca di limitare l’azione del giovanissimo campione sloveno. Sull’ultimo passaggio al Mazzolano, Pogačar accusa la fatica e viene ripreso da Dumoulin, in seguito il gruppo si ricompatta. Si muove anche l’Italia con Caruso, Nibali e Masnada, ma gli azzurri pagano sul Gallisterna, dove invece fa la differenza Alaphilippe seguito da Fuglsang, Kwiatkowski, Hirschi, Van Aert e Roglic. Nella discesa il francese mantiene una decina di secondi di vantaggio, con cui entra nell’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” di Imola, tanto gli bastano da tagliare per primo il traguardo e prendersi il titolo mondiale. La volata per il secondo posto premia Van Aert davanti a Hirschi. Decimo Damiano Caruso.

In campo femminile, nella giornata di ieri, da segnalare il bronzo mondiale per Elisa Longo Borghini. Mondiale dominato dalle olandesi Van der Breggen e Van Vleuten.

Manuel Radaelli

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