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Roma, 28 mar – Tutti si chiedono quanto durerà l’emergenza coronavirus. Purtroppo non ci sono certezze, neppure da parte dei virologi. Si va dalle stime più ottimistiche che basandosi sull’evoluzione cinese auspicano una graduale riapertura da fine maggio, a quelle molto più nefaste che parlano di ancora molti mesi prima di tornare a una relativa normalità. Sta di fatto che al momento soltanto un indovino potrebbe azzeccare una data precisa, dunque non resta che attendere e attenerci alla realtà. Quest’ultima ci dice che il governo sembra puntare intanto sulla conferma della chiusura, ovvero sul prolungamento delle misure restrittive attualmente in vigore di altri 15 giorni almeno.

Nuovo decreto ad aprile

A dare per praticamente scontata questa decisione è oggi il Corriere della Sera. Dunque tutti a casa e divieti di spostamento per altre due settimane, con eventualmente minime deroghe ad alcune aziende. E’ questa la strada che starebbe tracciando l’esecutivo in vista del 3 aprile, ovvero il giorno in cui scadrà il decreto firmato dal premier Giuseppe Conte il 22 marzo scorso. E’ possibile comunque che si opti per far ripartire la prima settimana di aprile alcuni settori produttivi, cosa comunque da concordare con sindacati e imprenditori, i quali in ogni caso dovrebbero rispettare le norme di sicurezza emergenziali e privilegiare il più possibile lo smart working.

Massima cautela

E’ altrettanto evidente però che l’attenzione ora è concentrata sulla questione sanitaria e verranno monitorati nei prossimi giorni i dati nazionali sui casi di coronavirus. Ad oggi, a prescindere da alcuni (comunque altalenanti) numeri che lascerebbero intravedere un leggero calo, non sono certo abbastanza rassicuranti per garantire una ripresa delle attività. Serve insomma la massima cautela per evitare che un eventuale allentamento delle restrizioni causi un’impennata dei contagi, rischiando così di farci passare dalla padella alla brace con quarantene dalla durata ancor più indefinibile.

“Dovremo immaginare alcuni mesi in cui adottare misure attente per evitare una ripresa della curva epidemica“, ha fatto notare Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, sottolineando che il distanziamento sociale “è inevitabile” in questa fase “sia pur incoraggiante di contenimento”. Di fatto l’unica certezza è che potremmo dire di aver sconfitto definitivamente il virus soltanto quando il valore dell’R0, ovvero l’indice di contagiosità, sarà inferiore a 1. Per riuscire a centrare questo fondamentale obiettivo, sembra proprio che dovremo armarci di santa pazienza.

Alessandro Della Guglia

 

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