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Cosenza, 26 apr — «Chi controlla i controllori?», viene da chiedersi ogni qual volta si ha notizia di cittadini multati per assembramento o di locali chiusi per mancato rispetto delle norme anti Covid. Carabinieri e poliziotti, così solerti nel distribuire sanzioni manco fossero caramelle, sono allo stesso modo puntuali nel rispettare le regole? Una domanda a cui risponde, ironicamente, questo episodio di cronaca avvenuto in a Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza.



Carabinieri multano poliziotti

Secondo quanto riportato da Il Giornale di Sicilia, una pattuglia di carabinieri avrebbe multato un gruppo di poliziotti del commissariato cittadino «beccati» a consumare la colazione assembrati all’interno di un bar. I militari dell’Arma si erano fermati per una breve sosta davanti all’esercizio per acquistare dei caffè e berli all’esterno del locale, come previsto dalle regole anti-Covid e dalla colorazione arancione della regione. Al loro ingresso nel bar, la scoperta: al bancone, accalcati senza mascherine, c’era un gruppo di poliziotti, alcuni in servizio con tanto di divisa e altri a riposo. A fare loro compagnia anche un dirigente della sanità locale.

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Il locale è stato chiuso

La legge è uguale per tutti, e agli scrupolosi carabinieri non è rimasto altro da fare che identificare i loro colleghi delle forze dell’ordine. Poi è scattata la multa per assembramento. Ai titolari del locale è andata peggio: per loro i militari dell’Arma hanno disposto l’immediata chiusura del bar.

Sull’episodio è intervenuto Fabio Conestà, segretario generale del Movimento sindacale autonomo di polizia (Mosap). «Le regole devono essere rispettate da tutti — afferma Conestà — e gli uomini e donne in divisa devono essere i primi a farlo. Detto ciò, tra le forze dell’ordine deve esserci collaborazione, cosa che a quanto pare, per via dell’esasperazione, sta venendo meno». E infine chiosa con una critica: «Ci saremmo aspettati la stessa risonanza quando abbiamo denunciato le costanti aggressioni e invochiamo la dotazione del taser. Comprendo benissimo che questo non ci ridicolizza e quindi non fa notizia».

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. L’attacco ai ristoranti e bar, principali luoghi di ritrovo,da parte della dittatura sanitaria programmata dalla finanza globalista ha probabilmente come motivo principale quello di evitare la socializzazione.Ci vogliono isolati in maniera da poterci schiacciare piu’ facilmente con decreti antidemocratici quali lockdown carcerieri e distruzione del tessuto economico privato nazionale.Del resto lo dice anche il motto piu’ usato dai terroristi covid; distanziamento sociale.Perchè hanno fin da subito parlato di “sociale”??.Se fossero stati in buona fede avrebbero parlato di distanziamento “fisico”
    Coloro che attentano alla costituzione hanno anche bloccato altri luoghi di ritrovo e socializzazione quali chiese,palestre,spiagge,etc.La scusa è ovviamente quella di un virus ma dietro c’è ben altro

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