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Roma, 25 ott – Mentre i due presunti autori della rapina sono sotto interrogatorio, emergono nuovi dettagli sull’efferato omicidio di Luca Sacchi, il 24enne romano freddato per aver provato a difendere la fidanzata. Ed è proprio lei, Anastasia, la ragazza di Luca, a fornire la sua frammentaria ricostruzione dei fatti: «Mi hanno colpito con una mazza. Luca ha reagito, poi lo sparo…», ha raccontato la giovane 25enne agli inquirenti.

La versione di Anastasia

Anastasia Kylemnyk, ucraina in Italia dal 2003, era la fidanzata di Luca da tre anni: «Faccio la baby sitter, dopo il lavoro avevo appuntamento con Luca e siamo andati al pub [il John Cabot, ndr] dove ci ritroviamo anche con altri amici», ha raccontato la ragazza ai carabinieri del Nucleo investigativo. «Eravamo a piedi. Una serata tranquilla come tante, non è successo niente di particolare, nessuna rissa, tensione, niente. Quando siamo usciti in strada mi sono sentita strattonare la borsa di colpo da una delle bretelle, mi sono girata e un ragazzo bianco con capelli corti ha detto “dacce la borsa”. Aveva l’accento romano, ma non so descriverlo meglio. Non ho fatto in tempo a capire che cosa accadesse che mi ha colpito con una mazza, un manganello, qualcosa. Luca allora gli ha dato un pugno e l’altro ragazzo ha sparato».

Non una semplice rapina?

Luca Sacchi, in effetti, era un appassionato di arti marziali e jiu jitsu brasiliano. E di fronte alla rapina ai danni della sua fidanzata, deve aver reagito facendo ricorso alle sue abilità da combattimento. Ma, oltre a questo, non è facile per Anastasia ricostruire tutta la dinamica: «È durato pochi attimi, ho sentito lo sparo, ho visto Luca a terra, poi sono fuggiti in una Smart. Non ricordo più niente». Restano inoltre tuttora ignote le cause della rapina e dell’omicidio. Con ogni probabilità non si è trattato di una regolazione di conti o qualcosa del genere: la vita di Luca e Anastasia era tranquilla e senza ombre. «Mio figlio era una persona perbene, un bravissimo ragazzo che non aveva problemi con nessuno e non frequentava brutti giri», ha confermato fra le lacrime Alfonso Sacchi, il padre di Luca. È dunque più verisimile che i due balordi, in cerca di droga, fossero pronti a uccidere per un nonnulla chiunque fosse capitato loro a tiro.  

Elena Sempione

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