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Roma, 11 dic – Falle sistemiche e gestione schizofrenica dell’emergenza dettata dal Covid stanno arrecando più danni del virus stesso. Tra questi la riduzione delle prestazioni ambulatoriali, le conseguenze psicologiche drammatiche e le enormi difficoltà di comunicazione con i medici di famiglia riscontrate dai cittadini. “In Italia, i pazienti reumatici no Covid-19 ma con malattie infiammatorie articolari hanno dovuto subire un doppio stress, terapeutico e psicologico, nel momento in cui le loro prestazioni di cura sono state spostate o annullate e il farmaco che erano abituati ad assumere è diventato irreperibile perché suscettibile d’uso anche per il Covid-19”. A dichiararlo, come riportato da Il Messaggero, è il dottor Luis Severino Martin, dell’Ospedale “Paolo Colombo” di Velletri, U.O. di Medicina Interna e Reumatologia.



Non solo Covid, il dramma delle prestazioni ambulatoriali cancellate

“Per far l’esempio degli Stati Uniti – spiega Martin – la riduzione fino ad un -76% delle prestazioni ambulatoriali durante i lockdown, ha creato di fatto una situazione vissuta dai pazienti cronici come un abbandono del sistema sanitario proprio nel momento di maggiore necessità. La pressione mediatica esercitata sui cittadini per le conseguenze drammatiche della pandemia, l’isolamento, la paura del contagio, l’allontanamento delle persone care, etc, ha portato poi gli individui a sviluppare alcune risposte adattative variabili in base al vissuto di ognuno”, specifica Martin. Negli Stati Uniti sono stati effettuati appositi studi sulle conseguenze psicologiche e quelle “più frequenti registrate sono state: l’aumento delle crisi d’ansia +400%, soprattutto fra gli adolescenti +70%; l’aumento della depressione +450%; dell’abuso di sostanze tossiche, alcool e/o droghe e persino l’aumento dei casi di suicidio o tentato suicidio. Lo stato depressivo di nuova insorgenza, poi, si è verificato di più +38% nella popolazione produttiva anche perché legata all’incertezza del futuro lavorativo”.

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Lo studio americano sulle conseguenze psicologiche della pandemia

L’università del Massachusetts ha effettuato uno studio nel quale emerge che il numero di morti dovuti alle conseguenze psicologiche della pandemia è superiore al numero di morti dovuti all’infezione da Covid. Non solo, si prevede anche che le conseguenza psicologiche della pandemia potrebbero manifestarsi per molti anni.

Ma qual è la situazione italiana? A spiegarlo è Bruno Laganà, presidente SIGR: “In Italia l’emergenza Covid-19 ha messo a dura prova i pazienti cronici, tra i quali quelli affetti da patologie gastroreumatologiche e che, attraverso la voce delle proprie associazioni, hanno segnalato oltre 18 milioni di prestazioni sanitarie cancellate tra febbraio e ottobre 2020”. Come se non bastasse i dati mostrano un aumento vertiginoso (dal 16% al 33,9%) delle difficoltà di comunicazione per i pazienti con il proprio medico di famiglia. Durante la cosiddetta “prima ondata”, oltre 2 persone su 10 hanno riscontrato problemi di assistenza.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. E qualcuno ha avuto pure il coraggio di attaccare chi sul Covid ha cercato di sdrammatizzare indirizzandogli accuse vergognose. Come se fossero tutti cretini come loro!

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