Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 30 dic – Quando si parla del rischio di “sostituzione etnica” degli italiani, il pensiero, soprattutto nel campo identitario, va ai flussi migratori. I dati Istat registrati dall’Annuario 2019, raccontano invece l’altra parte della realtà: se gli italiani rischiano di estinguersi o quasi da qui a qualche decennio, la ragione principale è perché non si fanno figli e le famiglie sono sempre più disgregate. I single – stando ai dati che prendono in considerazione il 2018 – sono il 33% del totale, praticamente pari alle famiglie che hanno figli (33,2%). Un numero, quello dei single, che negli ultimi venti anni è aumentato di oltre 10 punti: dal 21,5% nel 1997-98 al 33% nel 2017-2018.

Minimo storico di nascite. Ma gli stranieri aumentano

Raggiunto dunque il nuovo minimo storico di nascite dall’Unità d’Italia: solo 439.747 nuovi nati nel 2018, in calo anche rispetto ai 458.151 del 2017. Il saldo naturale dunque, già negativo dal 2007, continua a calare, passando dai -190.910 nel 2017 a -193.386 nel 2018. Anche il numero complessivo della popolazione cala, passando dai 60.483.973 del 2018 ai 60.359.546 del 2019. Questo nonostante la popolazione straniera in Italia continui ad aumentare: nel 2019 gli stranieri in Italia sono 5.255.503 unità, pari all’8,7% del totale dei residenti, con un incremento rispetto all’anno precedente del 2,2% (circa 111 mila unità). Insomma ormai nemmeno più l’immigrazione riesce a compensare il saldo negativo, visto che i 193 mila morti in più rispetto ai nuovi nati non sono compensati dai 111 mila nuovi stranieri.

Sempre più un Paese per vecchi 

In tutto questo ovviamente l’Italia è sempre più un Paese per vecchi. L’aspettativa di vita aumenta attestandosi agli 80,8 anni per i maschi e 85,2 per le femmine. Sono 173 le persone con oltre 65 anni ogni cento persone con meno di 15 anni al primo gennaio 2019. Diminuiscono i matrimoni con 191.287 celebrazioni, 12 mila in meno dell’anno precedente, diminuiscono anche le separazioni ma sempre perché come detto sono aumentati in modo esponenziale i single. Insomma un quadro devastante, che richiederebbe una risposta politica urgente ed incisiva. Eppure il calo demografico non sembra certo tra le priorità del governo giallofucsia.

Davide Di Stefano

9 Commenti

  1. Devastante è la disgregazione della famiglia. Abbiamo pure gente che lascia il proprio caro, quando è a conoscenza che è defunto, giorni e giorni nelle celle frigorifere per finire le vacanze!!! La riduzione della popolazione invece è un fattore ciclico che va compreso, accettato, perché i figli non vanno intesi come il Pil… E per la verità anche il Pil dovrebbe avere andamento ciclico… “Boia-can” come dicono i veneti! L’ altro “boia” quando e se lo meriteremo…

    • Credo anch’io che si tratti di una contrazione ciclica del tasso di natalità. D’altronde, i cicli stagionali regolano tutta quanta l’esistenza, a tutti i livelli e non a caso, ultimamente, si parla proprio di “inverno demografico”. Il problema si ha con i tentativi di compensare, catastroficamente, detto inverno demografico, sostituendo una popolazione autoctona con altre del tutto aliene a seguito di un progetto ben definito:

      https://www.youtube.com/watch?v=d5_BVOogyzw

      E questi sono gli stessi personaggi che – dopo anni di libertarismo, femminismo e propaganda abortista – dicono che ormai non ci sia più il tempo per impostare una nuova politica demografica che riguardi la popolazione italica (e sottolineo: ITALICA). O meglio: la “politica urgente e decisiva” in realtà, è già in opera: aprire i porti, costruire ponti, abbattere i muri…

      Ma come farebbero gli stranieri a campare una famiglia, magari numerosa, senza una busta-paga e un alloggio che gli consenta di farlo, questo rimane un mistero insoluto e infatti, nell’articolo se ne accenna: una volta giunti in Italia, anche gli stranieri si adeguano alla situazione generale. E siamo “punto e a capo”.

  2. di che ci si meraviglia?
    se la nostra cultura ha reso i figli solo una voce in passivo,nel computo dare\avere famigliare,
    è ovvio che di figli non se ne facciano più:
    una volta costavano un decimo,rispetto ad oggi…
    e rendevano,sia economicamente che affettivamente.
    oggi costano e basta,
    e quasi sempre NON ritornano niente,alla famiglia di origine…
    nè economicamente,
    e spesso nemmeno affettivamente,visto come si comportano:
    la marcia cultura del 68 ha distrutto tutto…
    la famiglia in se stessa,con il divorzio facile
    e le leggi divorzili
    (che sembrano fatte apposta per far si che gli uomini NON si sposino per autodifesa)
    e figli in seconda battuta…
    perchè con il “vietato vietare” hanno di fatto impedito ai genitori di educare i figli,con i bei risultati che si vedono tutti i giorni.
    e quando ti fai quattro conti e ti rendi conto che oggi un figlio ti costa caro,non ti rende niente,
    e DEVI educarlo come vogliono gli altri…
    una educazione all’egoismo,alla mancanza di rispetto,
    alle droghe e
    al lavorare il meno possibile,
    un figlio cosa lo fai a fare?
    perchè ti piace soffrire?

    non lo fai,punto…o al massimo,ne fai uno solo.

  3. La dura realtà è che gli italiani (di qualsiasi orientamento politico) non hanno più stimoli. Le condizioni economiche, il lavoro, ecc. sono solo scuse.
    SI FACEVANO PIÙ FIGLI DURANTE LA GUERRA, SOTTO LE BOMBE. Benessere e individualismo ci hanno tolto ogni tipo di visione del futuro

  4. Gli uomini si sono fatti “furbi” e non sono più disposti a farsi fregare dalle femministe di m…. che poi usano i figli come armi: schifo e vergogna!

  5. Il lato economico c’entra poco o nulla, la colpa è imputabile alle ragazze di oggi abbagliate da lusso e bellezza, e da una vita sregolata: ormai con l’avvento delle app Dating non fanno altro che fare esperienze sessuali puntando a partner estremamente belli, prima di Tinder e simili anche il ragazzo medio reddito non particolarmente bello aveva parecchie chance di potersi sposare e costruire un futuro, oggi giorno se non compensi col denaro sei destinato a rimanere single a lungo.

Commenta