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Crotone, 31 ago – Un’imbarcazione a vela che trasportava una ventina di immigrati migranti è esplosa ieri mattina nel tratto di mare prospicente Praialonga, in provincia di Crotone. Sarebbero tre le vittime, e due i dispersi. Tra i feriti anche due finanzieri che erano saliti a bordo per soccorrere i passeggeri. «Tre migranti, due uomini e una donna, non ce l’hanno fatta. Quattro migranti sono stati portati all’ospedale di Crotone con ferite lievi, per contusioni o bruciature; due migranti sono stati portati all’ospedale di Catanzaro in condizioni più serie. Dodici sono stati portati al centro di accoglienza di Isola. All’ospedale di Crotone ci sono anche i due eroi-finanzieri che sono rimasti feriti lievemente e saranno presto dimessi» dichiara ad Adnkronos il colonnello Emilio Fiora, comandante provinciale della Guardia di finanza di Crotone. «Noi siamo riusciti a tirare fuori dall’acqua tutti», ha aggiunto. Le cause dell’esplosione – che è avvenuta durante un’operazione di trasferimento condotta da un’unità della Guardia di Finanza – sono ancora da accertare.

L’incendio e l’esplosione

Per tutta la giornata di ieri è stato possibile scorgere chiaramente, dalla costa crotonese, la colonna di fumo che si alzava dal punto dell’esplosione. Stando alle prime testimonianze raccolte, dapprima sulla nave si sarebbe sviluppato un incendio, al quale sarebbe seguita una deflagrazione. La tragedia è avvenuta mentre la motovedetta della Guardia di Finanza stava scortando l’imbarcazione verso il porto di Crotone, punto destinato allo sbarco dei clandestini presenti a bordo.

Il salvataggio

Il colonnello Emilio Fiora, comandante provinciale della guardia di finanza di Crotone, racconta così le fasi precedenti che hanno preceduto l’intervento: «Da un’imbarcazione a vela stamattina, molto presto, 13 persone hanno raggiunto la riva e sono state notate, sono stati avvisati i carabinieri e sono intervenuti i carabinieri di Sellia. Nel frattempo l’imbarcazione a vela ha proseguito con altri migranti a bordo ed è stata intercettata dalle motovedette della Gdf e della Capitaneria di porto di Crotone. C’era mare mosso, forte vento di scirocco e l’imbarcazione sembrava non governata e governabile così due finanzieri sono saliti a bordo per governare il mezzo e portarlo al porto più vicino. Il motore ha preso fuoco ed è esploso». I due finanzieri sono rimasti feriti. 

Il racconto dei finanzieri feriti

«Più che fiamme, c’è stata un’esplosione a bordo. Appena avvenuta l’esplosione sono stato sbalzato all’indietro e mi sono buttato a mare. Abbiamo provato a salvare le persone», così commenta il finanziere Antonio Frisella, coinvolto nell’azione di ieri e sentito in esclusiva da AdnKronos insieme al collega appuntato scelto Qs Maurizio Giunta. Entrambi raccontano di come «abbiamo cercato di salvare qualcuno, c’era sul posto la nostra vedetta, il comandante della vedetta si è buttato in mare». Ma «parecchi migranti, quasi tutti, non sapevano nuotare. Infatti qualcuno ho provato a prenderlo anche con le ciambelle di salvataggio». «Ero esausto», spiega, e «C’erano parecchie onde». «Il mio primo pensiero è stata mia moglie e mia figlia di 11 mesi», riferisce Frisella. La nave esplosa «veniva presumibilmente dalla Turchia»,  tra i passeggeri c’era «qualcuno dello Sri Lanka, qualche somalo. Erano tutti abbastanza giovani e di donne ce n’era solo una a bordo». Frisella è ancora incredulo. «Non mi sono mai, mai ritrovato in una situazione del genere. Ho fatto altri soccorsi, ma una situazione come questa mai», racconta il finanziere ancora comprensibilmente sotto shock: «Sono cose che finché non le provi non te ne rendi conto». . Uno dei finanzieri ha riportato la frattura di una gamba provocata dall’onda d’urto dell’esplosione, l’altro ha riportato diverse ustioni. le loro condizioni non destano preoccupazione.

Cristina Gauri

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