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Roma, 31 ago – Oggi è la giornata decisiva per trovare la quadra in vista della riapertura della scuola – domani 1 settembre i corsi di recupero, il 14 la ripresa delle lezioni (ma la data slitterà in alcune regioni). Nel pomeriggio amministrazioni locali e governo centrale si confronteranno sui nodi ancora da sciogliere, dai trasporti all’uso della mascherina. Intanto i presidi propongono una autocertificazione dei genitori per i minori, visto che allo stato attuale fare i tamponi a milioni di studenti è impraticabile. Altra proposta arriva dagli infermieri, che si propongono in 9mila per presidiare ogni plesso scolastico e verificare l’applicazione delle misure anti-coronavirus.

La proposta dei presidi: “Autocertificazione dei genitori per gli studenti minorenni”

Intanto prosegue tra le polemiche e le poche adesioni, la campagna per i test sierologici agli insegnanti e al personale degli istituti scolastici. Per alcuni docenti, risultati positivi anche al tampone, il rientro in classe ovviamente non avverrà. Lo screening sui ragazzi, che è previsto su base volontaria, comincerà soltanto dopo l’inizio della scuola e anche per questo i dirigenti scolastici si dicono favorevoli a introdurre ulteriori “precauzioni, già prese a livello nazionale”. Per l’Associazione nazionale presidi (Anp) “sarebbe una buona idea quella di far sottoscrivere delle autocertificazioni ai genitori, per i ragazzi minorenni, come quelle già distribuite negli aeroporti”. In sostanza, un documento in cui i genitori affermano che nei 15 giorni precedenti all’avvio delle lezioni, l’alunno non è stato a contatto con persone malate e non si è recato in Paesi a rischio. Una disposizione per ovviare in qualche modo ai test, per i quali secondo Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, “non ci sono sufficienti risorse, considerando che gli alunni sono 8,5 milioni“. Certo è che con l’autocertificazione si scaricherebbe ogni responsabilità sui genitori. Quando invece dovrebbe essere compito del governo assicurare un rientro in classe in sicurezza, per tutti.

Trasporti: governatori puntano all’80% della capienza

Occhi puntati sulla Conferenza unificata Stato-Regioni anche sul fronte dei trasporti, il tutto alla luce delle nuove linee guida definitive dal Comitato tecnico scientifico. Su pressing dei governatori, per treni e bus la capienza dovrebbe essere alzata al 75-80% dei posti. Un dato, quest’ultimo, confermato anche dal governatore ligure Toti. Per non lasciare a piedi gli studenti, dovranno essere integrate le linee pubbliche con nuovi mezzi e nuovi fondi. “Ovviamente ci sarà un incremento dei mezzi pubblici. Verso novembre dovrebbe esserci un nuovo finanziamento per avere più mezzi nel Tpl, intanto stiamo valutando una portata che potrebbe essere limitata in base al minutaggio, sotto i quindici minuti di viaggio si potrebbe lavorare come nella normalità”, spiega il sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Traversi.

Riapertura rimandata a dopo le elezioni in Puglia, Calabria, Sardegna (e forse Campania)

In alcune regioni comunque la riapertura del 14 appare impossibile. Sale il numero di quelle che decideranno di riaprire soltanto dopo le elezioni e il referendum del 20 e 21 settembre. A parte la Provincia autonoma di Bolzano, che invece riaprirà in anticipo, il 7 settembre, la Puglia ha fissato la data del 24, così come la Calabria, mentre in Campania il governatore Vincenzo De Luca fa sapere che deciderà nei prossimi giorni, sulla base dell’andamento dei contagi. Nelle prossime ore anche l’Abruzzo potrebbe decidere per il 24 settembre, mentre la Sardegna – dove si voterà anche per le suppletive e il 25 ottobre per le comunali – ha già stabilito che si tornerà in classe il 22 settembre.

Verso obbligo mascherina in classe alle superiori

Sul fronte delle misure anti-coronavirus restano il nodo mascherina e quello della distanza di sicurezza. A quanto pare, anche sulla base del parere del Cts, la mascherina si dovrà indossare all’ingresso, all’uscita e nei vari spostamenti all’interno della scuola ma non al banco laddove è possibile rispettare il distanziamento. Per gli studenti delle superiori, invece, potrebbe arrivare l’obbligo di indossarla sempre. I docenti possono indossare quelle trasparenti oppure togliersela quando fanno lezione, a patto che ci siano almeno due metri tra la cattedra e la prima fila di banchi. Niente mascherina ovviamente nelle ore di ginnastica, per le quali si devono prediligere gli spazi all’aperto.

Per alcuni istituti didattica a distanza se non arrivano in tempo i banchi monoposto

Per quanto riguarda i banchi monoposto, che saranno consegnati con colpevole ritardo, per alcuni istituti, se non dovessero arrivare in tempo, sarebbe impossibile ricominciare in presenza. E a quel punto scatterebbe ancora una volta l’incubo di genitori e studenti: la didattica a distanza.

“Lavoratori fragili”: in arrivo circolare per evitare abusi sugli esoneri

Infine c’è il problema dei “lavoratori fragili“, ossia tutti quei docenti che per età avanzata o condizioni di salute a rischio stanno chiedendo di essere esonerati per paura di prendersi il coronavirus. Il governo sta correndo ai ripari, visto che si parla di oltre 200 mila supplenti da trovare per sostituire chi verrà esonerato. Il ministero dell’Istruzione, quello della Salute e quello della Pubblica amministrazione intendono inoltre evitare gli abusi e stanno preparando una circolare con regole stringenti nel definire chi può richiedere l’esonero. A decidere sarà comunque il medico della Asl o il servizio dell’Inail. Inoltre sarà possibile ricollocare docenti e personale ausiliario che hanno chiesto l’esonero in attività non a contatto con i ragazzi.

Adolfo Spezzaferro

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