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Roma, 30 lug – La crisi è realtà, il collasso economico è dietro l’angolo e il rischio effettivo è che milioni di italiani precipitino in un baratro. Non si tratta di fare le Cassandre, basta osservare i drammatici dati attuali e in particolare il focus di Censis-Confcooperative. “Covid, da acrobati della povertà a nuovi poveri. Ecco il rischio di una nuova frattura sociale” è uno studio che fotografa infatti una situazione più che allarmante. Oltre la metà degli italiani, il 50,8%, ha subito un crollo repentino delle proprie disponibilità economiche nei mesi di lockdown. Ancora più pesante per alcune categorie: il 60% dei giovani, il 69,4% degli occupati e addirittura il 78,7% tra imprenditori e liberi professionisti. Certo, le difficoltà del momento erano ampiamente prevedibili e previste, ma queste percentuali vanno oltre ogni più nefasta aspettativa. Nel dettaglio: 15 italiani su 100 hanno subito la riduzione del reddito del proprio nucleo familiare. E 18 italiani su 100 hanno sperimentato una contrazione del reddito tra il 25 e il 50%. In totale 33 italiani su 100 si sono visti ridurre il reddito di almeno un quarto.

Baratro povertà assoluta 

Come se non bastasse, la situazione è ancora più pesante per i giovani tra i 18 e i 34 anni: reddito crollato per 41 persone su 100. Il dato più drammatico è relativo allo stato di povertà assoluta in cui nel 2019 versavano già 4,6 milioni: di queste il 40,5% residente nelle regioni del Nord e il 45,1% al Sud. Ben 112 mila senza fissa dimora. La povertà assoluta è poi una prospettiva nefasta per circa 2,1 milioni di famiglie italiane. Di queste oltre un milione vive esclusivamente di lavoro irregolare (il 4,1% del totale delle famiglie), con un terzo di queste famiglie composto da coppie con figli.

Non solo disoccupazione

L’altro aspetto inquietante che emerge dalla ricerca in questione riguarda la classe lavoratrice povera, i cosiddetti “working poor” e i lavoratori irregolari. In Italia è una tragica realtà che rischia di subire un’escalation da scongiurare assolutamente. Il lockdown ha rischiato di bruciare il lavoro per 2,9 milioni di working poor e per 3,3 milioni di irregolari. Le persone a rischio disoccupazione sono adesso 830mila che attualmente hanno un reddito medio mensile di appena 900 euro. Come peraltro evidenziato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, a rischio disoccupazione sono soprattutto i lavoratori dipendenti a basso reddito. Si parla per l’esattezza di 138mila lavoratori temporanei con contratto a termine in scadenza tra marzo e ottobre, di 264mila dipendenti in società di capitali a rischio e di 426mila dipendenti di ditte individuali in settori a rischio. In tutto questo gli italiani aspettano ancora la “potenza di fuoco” annunciata dal premier Conte.

Alessandro Della Guglia

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