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Roma, 21 feb – Sembra ormai data per sicura la proroga del divieto di spostamento tra Regioni. Da quanto rivela AdnKronos, il governo starebbe valutando di estendere lo stop alla libera circolazione in vigore dal dicembre scorso fino alla fine del mese prossimo – non più al 5 marzo, data di scadenza del vigente Dpcm. E’ l’ipotesi sul tavolo di Palazzo Chigi, dove dalle riunioni di ieri è trapelato l’Odg che dovrà essere discusso nel Consiglio dei ministri in programma lunedì mattina alle 9.30.

Preservare la salute senza dimenticare l’economia

A quanto traspare il governo Draghi non ha alcuna intenzione di superare il sistema del rigore precedentemente sperimentato. Cosa che si traduce, per esempio, nello slittamento dello stop allo spostamento tra Regioni. E’ da registrare, comunque, una discontinuità rispetto al precedente esecutivo, che si esprime in un più serrato confronto con le parti, istituzioni regionali e categorie produttive, che dovrebbe tradursi in azioni di più ampio respiro e in informazioni fornite per tempo. Sarebbe intenzione di Draghi, infatti, preservare nel modo più assoluto la salute, senza però dimenticare per strada il tessuto economico e sociale italiano.

I governatori chiedono più trasparenza

I presidenti delle Regioni non si dicono contrari, a patto che, come sottolinea Zaia, il sistema complessivo sia razionalizzato e abbia una visione di insieme a respiro lungo. Analogamente, il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, chiede maggiore trasparenza su dati e criteri sottesi al passaggio da un colore a un altro. Non è mancato anche chi ha chiesto una radicale revisione delle fasce di rischio, con una classificazione da regionale a provinciale.

Domani nel pomeriggio è prevista una videoconferenza Stato-Regioni, a cui presenzieranno per il Governo Roberto Speranza e Mariastella Gelmini, Affari Regionali, per fare il punto della situazione con i vari governatori. Chiaro che le Regioni si attendano netta discontinuità con la passata gestione, soprattutto a livello di tempistiche delle decisioni assunte e delle relative comunicazioni. Anche in questo senso, quindi, va letta la riapertura della riflessione sul delicato fronte delle scuole. I governatori ritengono infatti che il tema della didattica digitale a distanza debba essere posto sul tavolo e affrontato senza pregiudizi ideologici. Alla luce del «pericolo varianti» molti governatori guardano al modello adottato in Puglia da Michele Emiliano, il quale ha disposto la DAD fino al 5 marzo per studenti di ogni ordine e grado.

No alla zona arancione nazionale, si va verso proroga divieto di spostamento tra Regioni

Non piace, invece, l’idea ventilata di una zona unica nazionale, che porterebbe tutta Italia in zona arancione con le conseguenti limitazioni. Idea già respinta da Matteo Salvini secondo cui questo progetto «finirebbe per gettare il Paese nel panico». I governatori chiedono, come detto, un significativo cambio di passo. Cambio che dovrebbe tradursi in un confronto costante e nella riduzione del presenzialismo mediatico e del decisionismo degli scienziati che dovrebbero appunto tornare a fare gli scienziati. Sul tavolo delle richieste vi è anche la complessiva razionalizzazione del ruolo di Cts e Iss.

Cristina Gauri

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2 Commenti

  1. Qui non è questione solo di economia.. Si sta limitando la vita della gente. In televisione si parla dell’economia.. ok.. ma ci sono “altri” danni, molto gravi che stanno causando alle persone.
    La libertà personale, è qualcosa di una importanza incalcolabile!
    Chi lo avrebbe mai detto che un giorno avremmo invidiato la Corea del Nord? (è un modo di dire).

    Cosa gliene frega se uno si sposta in un’altra regione? Non hanno messo nemmeno i distanziatori sugli autobus nella mia città, ergo: le persone possono sedersi appiccicate. 0cm di distanza.
    Questo si che favorisce un “presunto” contagio.. Eppure non fanno niente.

    Se io vado, solo per fare un esempio inventato, con una mia amica, con un parente, dall’Emilia al Veneto, e torno indietro, mantenendo le distanze con la gente estranea, usando la mascherina sui treni, oppure addirittura in macchina, chi metto a rischio? Certamente non rischio di più che quelli che nel loro stesso comune, prendono l’autobus per spostarsi.
    Questa non è difesa della salute.. è dire “cosa le persone devono o non devono fare”.

    Mi sembra insensato alla base.. proprio il ragionamento. Aggiungerei che “vivere” non significa solo “sopravvivere”. Chiudere una persona in casa, significa privarla della “vita reale”, limitando tutti gli aspetti di cui essa è fatta.
    (poi non è neanche possibile se chiudi in casa persone già in difficoltà economica).
    ma tralascio questo per ora.. visto che il mio discorso si concentra su “altro”.

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