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Roma, 26 feb – Una sentenza nel campo della fecondazione assistita che farà discutere: gli embrioni conservati tramite congelamento da una coppia che nel frattempo si è separata potranno essere impiantati nell’utero della donna, anche se l’ex partner non è d’accordo. Lo stabilisce il Tribunale di S.Maria Capua a Vetere che, ha spiegato l’avvocato Gianni Baldini, «per la prima volta in Italia decide su questo tema spinoso, dato il numero crescente di separazioni e di coloro che chiedono di accedere alla fecondazione medicalmente assistita».



Fecondazione assistita: decide solo la donna

Alla faccia della «società patriarcale»: per cui, anche in tema di fecondazione assistita, così come avviene in materia d’aborto, l’uomo non potrà avere voce in capitolo. Se la donna decide che va fatto, così sia. L’ordinanza favorevole alla richiesta della donna «adottata dal Tribunale monocratico è stata poi confermata dal Tribunale in composizione collegiale questo mese. Si tratta di due pronunce destinate a far molto discutere perché riconoscono il diritto assoluto della donna di utilizzare gli embrioni creati con il coniuge e poi congelati anche dopo la pronuncia della separazione e nonostante la contrarietà dell’ex marito».

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Un Paese di coppie allo sfascio

Il Tribunale, sottolinea il legale della donna, «ci ha dato ragione riconoscendo il diritto a procedere anche contro la volonta’ dell’ex coniuge». Precisa Baldini: «Nel nostro Paese il numero delle separazioni è in crescita, con circa 4 coppie su 10 che si separano entro i primi 5 anni. In aumento anche le richieste di Procreazione medicalmente assistita: oltre il 20% delle coppie presenta infatti problemi di infertilità».

Pillon: gli esseri umani non sono bastoncini di pesce da congelare

«Sorge un interrogativo sul ruolo del padre, di fatto ridotto da questa sentenza a mero produttore di materiale fecondativo, come fosse un animale da monta. E sulla situazione di un figlio che non vedrà mai i suoi genitori insieme». E’ il commento del senatore leghista Simone Pillon. Scrive in un post su Facebook: «La legge 40 in origine prevedeva il divieto di crioconservazione, proprio per evitare simili problemi». Tutto è cambiato quando «le sentenze creative imposte dal pensiero unico hanno cancellato ogni limite, e questi sono gli effetti». E conclude: «Credo che un buon modo per uscire da questa follia sia ripristinare un pò di sana ecologia umana ribadendo il diritto degli esseri umani a non esser congelati come fossero bastoncini Findus. La vita è la vita. Meno la pasticciamo e meglio è».
Cristina Gauri
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2 Commenti

  1. personalmente sono contro l’aborto,quindi capisco il punto di vista della signora.

    ma capisco ANCHE il punto di vista del suo ex:
    si sono separati PRIMA di mettere al mondo un figlio.

    quindi hanno deciso di prendere strade diverse,
    e costringere l’ex marito a ritornare sui suoi passi per vie legali mi sembra
    qualcosa di molto simile allo schiavismo:
    e non cito senza motivo questa parola,
    tenendo conto dello stesso pronunciamento della corte:
    «l’ex marito sarà riconosciuto come il padre legittimo e conseguentemente tenuto ad ogni obbligo materiale e morale verso il figlio»
    ergo cosa stanno dicendo?
    che dovrà lavorare in eterno per mantenere un figlio che non ha
    avuto in passato quando lo cercava…perchè amava sua moglie e con lei voleva creare una famiglia,
    e che adesso non vuole perchè di quella famiglia gli resterebbero solo gli oneri
    e non gli onori.

    ergo bis…
    quell’uomo NON è padrone di se stesso,ma schiavo di lei…e dello stato,
    che vuole costringerlo ad “ottemperare”

    non so cosa farà in futuro,ma se fossi in lui io liquiderei ogni proprietà in questo paese,e prenderei il primo volo per l’iran…
    senza lasciare recapito:
    se la madre lo vuole a tutti i costi,si tiri su lei quel figlio.
    e se avrà bisogno di aiuto,che si rivolga allo stesso stato
    che ha messo lei e i suoi desideri…
    al di sopra della vita altrui

    “uomini?
    NO,oggi siamo i nuovi ebrei”

  2. Il tribunale sostanzialmente sentenzia che il coniuge è un pirla… Su questo mi pare si possa convenire.

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