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dario foRoma, 14 ott- Jacopo Fo ha reso onore a Brunetta che, nell’apprendere della morte di Fo senior, ha spiegato che non gli era mai piaciuto. Bene, la buona notizia è che allora Jacopo Fo apprezzerà anche Il Primato Nazionale, che di Fo non ha mai espresso apprezzamenti, né prima né dopo la morte. È onesto pretendere sincerità anche di fronte alla morte. Meno onesto è prendere spunto dal conformismo mediatico post decesso per ostentare una sorta di ostracismo a reti unificate subito dal caro parente dipartito in vita. “Adesso sono tutti a celebrare Dario. Dopo una vita che han fatto di tutto per censurarlo e colpirlo in tutti i modi. Vaffanculo”, ha detto il figlio. Eppure, se ripercorriamo la storia della cultura del Novecento, di artisti censurati ce ne sono tanti, ma non ci pare che abbiano ricevuto il Nobel. Oppure l’hanno avuto in gioventù, salvo poi finire in manicomio da vecchi, come Hamsun.



Dario Fo, invece, la sua vecchiaia non l’ha passata in manicomio, bensì tra ospitate da Fazio e libri pubblicati dalle maggiori case editrici. Ma anche in gioventù – parliamo della sua gioventù “presentabile”, non di quando rastrellava partigiani – non ci risulta abbia vissuto da paria. Facciamola finita, per favore, con questa frottola che la vicinanza all’estrema sinistra negli anni ’70 comportasse una sorta di ostracismo. Quando viene scarcerato il pupillo dei Fo, Achille Lollo, l’assassino dei fratelli Mattei, si finisce per brindare a champagne in una villa di Fregene insieme a Moravia e Dario Bellezza, mica si festeggia in uno scantinato buio e nascosto.

Questo era il livello di penetrazione di quelle idee nel bel mondo dell’epoca, altro che baggianate. Dario Fo è sempre stato dal lato dei vincenti, dei potenti, di quelli applauditi e riveriti. Negli ultimi anni di vita aveva subodorato l’ultimo cambiamento di vento e si era persino accodato al carrozzone grillino. È sempre stato dal “lato giusto” della storia, lì è morto e lì verrà sepolto. Almeno non fatene un martire.

Adriano Scianca

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7 Commenti

  1. Sono d’accordo dalla prima all’ultima riga.
    Non mi piace accanirmi sui morti, è una pratica da sciacalli sinistri però, davanti alla santificazione democratica è necessario anche ricordare come sono andate le cose.
    Stiano parlando di un rinnegato divenuto buffone di corte e in questo non ci vedo niente di eroico o di originale.
    Andre

  2. d’accordo in pieno. Fuori luogo, inoltre, l’esecuzione di “bella ciao” al funerale. Del suo passato da repubbichino gli era rimasto appiccicato un antisemitismo viscerale e ottuso come lui. Era un ipocrita che querelo’ anche chi aveva rivelato il suo passato, salvo rimanere scornato dal tribunale. Se ne è andato, ma non facciamone un eroe o un martire, perchè non è proprio il caso

  3. Martire no perché non è morto da martire, però bisognerebbe passare sopra in ogni caso a certi aspetti facendo una pesa di quanto bene ha fatto e di quanto male ha fatto. Concetti relativi, certo, però se vediamo che il bene fatto pesa più del male fatto bisogna prendere in considerazione quello.

    Io per certi versi l’ho apprezzato, e non è vero che non ha fatto qualcosa di eroico. Vabbè, non è Celine né era fascista… pazienza!

    Propongo questo video per suffragare ciò: se hai parlato di mafia e di morti sul lavoro quando nessuno istituzionalmente sollevava il problema, secondo me hai fatto del bene. E anche tanto.

    Poi ha rinnegato il proprio passato repubblichino… che importa, ormai? Inoltre, più si invecchia più ci si fossilizza, succederà ad ognuno di noi. Io un po’ di rispetto glielo porto.

    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/10/14/dario-fo-la-rabbia-e-la-commozione-del-figlio-jacopo-vaffanculo-mio-padre-non-ha-mai-chinato-la-testa/567534/

      • Libero di farlo. Vorrei solo ricordarti però che la questione sull’innocenza di Achille Lollo fu montata ad arte per parecchi anni da Avanguardia Operaia, una voce in cui caddero molti altri intellettuali. Capita a molti di credere fino a prova contraria che tale sia innocente. Non ne farei una questione capitale.

        Oltretutto, voci del genere vennero messe in circolo anche in ambito neofascista, visto quanto era infiltrato da servizi spionistici, carabinieri, ecc.

        Gli anni 70 erano una guerra civile a bassa intensità, e occulta da ambo le parti, e in guerra si prendono anche i granchi.

  4. Vi anticipo che a me non dispiaceva come commediante, come mimo, come buffone, era tagliato per quel ruolo. Ma far passare lui e la moglie come “artisti-contro”, come antagonisti del sistema, mi fa veramente incazzare, guardate qui e ditemi voi come cazzo si fa a dire che non hanno mai chinato la testa: per forza! con tutti gli amici potenti che avevano chi mai avrebbe preteso che la abbassassero!
    http://formiche.net/gallerie/pizzi-tra-feste-e-funerali-le-foto/

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