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Milano, 29 nov – Secondo un’indiscrezione – bomba di Dagospia , ieri i fratelli De Benedetti avrebbero deciso di vendere il gruppo editorale Gedi a John Elkann, attuale azionista.



Elkann azionista di Gedi

Il gruppo Gedi che tra le altre cose è proprietario de La Repubblica, L’Espresso e La Stampa vede Elkann come attuale azionista al 6,2%. Secondo quanto riporta Dagospia, Elkann avrebbe “messo sul tavolo una cifra che non si poteva rifiutare”. Il gruppo Gedi è quotato alla Borsa di Milano, è editore oltre alle pubblicazioni citate di altre 13 testate locali; fanno parte del Gruppo anche 3 emittenti radiofoniche nazionali (Radio Deejay, Radio Capital, m2o).

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E Conte già lo saprebbe

Sempre secondo quanto riporta Dagospia, il presidente del consiglio Giuseppe Conte sarebbe già stato “allertato”. Elkann venne designato dal nonno Giuseppe Agnelli come suo successore. Attualmente è presidente di Fiat Chrysler Automobiles (FCA), FCA Italy e Ferrari.

Il comunicato dei De Benedetti

E la comunicazione emessa nella tarda serata di venerdì dai rappresentanti della Cir, la finanziaria della famiglia De Benedetti, conferma l’indiscrezione :  “Cir è in trattativa con Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli, per vendere la quota di controllo di Gedi, il gruppo che edita Repubblica, Espresso e la Stampa” dice una nota ufficiale. “In riferimento alle indiscrezioni apparse su alcuni organi di stampa riguardanti la partecipazione di Cir, Compagnie Industriali Riunite su richiesta della Consob” si legge ancora “Cir informa che sono in corso discussioni con Exor concernenti una possibile operazione di riassetto dell’ azionariato di Gedi che
condurrebbe all’acquisizione del controllo su Gedi da parte di Exor”. Nel comunicato si legge altresì che il consiglio di amministrazione di Cir è convocato per il prossimo lunedì 2 dicembre “per l’ esame di tale possibile operazione e all’esito dello stesso saranno fornite al mercato le opportune comunicazioni”.  Cir possiede il 43,78% del capitale ordinario della società editrice (pari al 45,753% della quota sul capitale votante) mentre Exor ha il 5,992 (pari al 6,262 della quota votante).

Ilaria Paoletti

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