Genova, 1 ott – Oggi a Genova è stato varato il primo pezzo dell’impalcato del nuovo ponte sul Polcevera, che sorgerà al posto del Morandi. L’impalcato lungo 50 metri, largo 26 e alto 5, assemblato con l’acciaio negli stabilimenti Fincantieri, è stato sollevato da due gru, in grado di sollevare 650 tonnellate, per poi essere poggiato sui sostegni in cima alle due pile, la quinta e la sesta, che sono state già costruite. Questa è la prima delle 19 campate che costituiranno l’intera opera. Nell’area del cantiere sono arrivati il premier Giuseppe Conte e il ministro dei Trasporti Paola De Micheli, che sono stati accolti dal sindaco di Genova Marco Bucci, dal governatore ligure Giovanni Toti, dall’architetto Renzo Piano (autore del progetto del nuovo ponte) e dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova. Dopo di che è iniziata la cerimonia, con una sirena ha annunciato l’avvio delle operazioni di varo in quota dell’impalcato.

Conte: “Manutenzione è imperativo morale categorico”

“L’ultima volta che sono stato qui era il 14 agosto. Da qui dissi che Genova era il simbolo di rinascita. E ora la stiamo vedendo. – ha detto Conte -. La soddisfazione di questo momento non ci fa dimenticare le 43 vittime. In questo progetto meraviglioso c’è il ricordo. – sottolinea il premier – Il dovere di testimoniare con atti concreti per prevenire e rafforzare la sicurezza delle infrastrutture. La manutenzione ordinaria è un dovere, un imperativo morale categorico. Il monitoraggio su questo cantiere è costante e l’obiettivo è quello che avevamo stabilito, i tempi sono rispettati e sono da record. Genova sta dando una grande lezione al Paese intero”, ha concluso Conte.

Toti: “Qui per le promesse fatte ai cittadini e per il rispetto delle vittime”

“Se oggi siamo qui tutti è proprio perché Genova non si è pianta addosso. – è il discorso del governatore Toti – Ogni secondo si dilata all’infinito: mi ricordo quando ho visto il primo disegno di questo ponte. E ringrazio il presidente del Consiglio perché un anno fa il 15 agosto lui c’era. Oggi siamo qua per le promesse fatte ai cittadini e per il rispetto di quelle 43 vittime. Il varo di questo ponte vuol dire che questo Stato è un grande Stato e sa ricostruire. La Liguria ha una tenacia che è d’esempio per tutti. Lo dico a questi operai che ci dimostrano che è un’Italia bella”.

Bono (Fincantieri): “Questo ponte è un simbolo”

“In quei giorni avevo appuntamento con il presidente del Consiglio e mi chiese: tu ce le hai le competenze per fare il ponte? Io gli dissi quelle che non ho le troveremo. – sono le parole di Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri – Questo ponte è un simbolo, ci lavorano maestranze da tutto il mondo e questi impalcati arrivano da Castellammare. Io dico sempre agli operai di lavorare in sicurezza. Lo concluderemo in 5-7 mesi, è un record mondiale, presidente lo dica al mondo. Siamo due brand di livello mondiale e sono orgoglioso di quello che ha fatto Fincantieri e l’intuizione che abbiamo avuto qualche anno fa di entrare in questo settore. Non piangiamoci addosso e guardiamo al futuro”.

Piano: “Il ponte è una nave che si vara in aria”

“Costruire è un lavoro di gruppo e nel costruire nasce la solidarietà e il lavoro di gruppo. – ha detto l’archistar Piano – E’ un gesto di pace e il ponte è una grande impresa perché unisce. In Giappone per tradizione gli architetti dicono agli operai solo una cosa: state attenti a non farvi male. Un ponte si vara come una nave, ma in aria e allora solo questo voglio dire: state attenti“. “Questo ponte è figlio dei mille operai che lavorano in questo cantiere e ha una storia importante, nasce da una tragedia. Ma oggi è una bella giornata – ha detto Piano ai giornalisti – A cosa mi sono ispirato? Beh basta guardarlo, è una nave che attraversa la vallata“.

Bucci: “E’ un cantiere che non si ferma mai”

“Benvenuti nel cantiere che non si ferma mai. – ha detto il sindaco Bucci – Oggi è una giornata importante perché da oggi tutti, genovesi e visitatori vedranno il primo pezzo del nuovo ponte che congiungerà la vallata. È un esempio per l’Italia che si possono fare le cose bene e nei tempi giusti. Questo è un ponte che ricorda il Dna dei genovesi: robusto come l’acciaio, ricorda il mare per la forma a nave, le pile che salgono ‘cianin cianin’ a congiungere la valle. Dobbiamo andare avanti per avere il ponte finito ad aprile 2020″.

Adolfo Spezzaferro

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