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Roma, 2 lug – Giù le mani dal prosecco: Italia contro la Croazia che vorrebbe far riconoscere il suo prosek come Doc dalla Ue. Il prosecco Doc e Docg è solo quello italiano e il nostro governo dovrà opporsi nelle sedi europee per bloccare la mossa scorretta della Croazia. Dalla Lega al Pd, la condanna è unanime: la provocazione croata va respinta. Anche perché l’eccellenza agroalimentare made in Italy è perennemente sotto attacco.



Prosecco sotto attacco: la Croazia vuole far registrare in Ue la denominazione prosek

Secondo l’europarlamentare della Lega Mara Bizzotto, il prosek “è palesemente in conflitto con la Dop italiana Prosecco e con tutte le normative Ue“. La Bizzotto accusa la Croazia dell'”ennesimo scandaloso tentativo di danneggiare gli oltre 8mila produttori italiani e di truffare i consumatori“. La leghista ricorda che “l’unico vero prosecco è quello prodotto nelle nostre terre, l’unico tutelato a livello Ue e che vanta denominazioni Doc e Docg. E non c’è prosek croato che tenga“, fa presente. Ecco perché la Bizzotto ha presentato una interrogazione urgente alla Commissione Ue per chiedere che sia fermata questa “assurda corsa della Croazia ad ingannare i consumatori”.

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Federvini: “Richiesta Croazia inaccettabile. Prosek è semplicemente la traduzione di prosecco”

Riteniamo questa richiesta inaccettabile – dichiara Albiera Antinori, presidente del Gruppo Vini di Federvini – e appare incomprensibile l’atteggiamento della Commissione Ue che sta lasciando andare avanti il dossier. Il Regolamento europeo in materia (1308/2013) stabilisce che ogni denominazione di origine, come il nostro prosecco, deve essere difesa da ogni tentativo di imitazione, anche attraverso la semplice traduzione linguistica. E il termine croato prosek è semplicemente la traduzione di prosecco“. “Ogni tentativo di indebolimento della nostra denominazione – spiega Micaela Pallini, presidente di Federvini – deve essere respinto con forza. Ringrazio quanti fra ministero e Parlamento europeo si sono mossi già nei giorni scorsi in tal senso”.

La Croazia ci aveva già provato nel 2013

Peraltro la Croazia ci aveva già provato nel 2013 a far passare il suo prosek come un vino di origine controllata. M il commissario all’Agricoltura di allora, Ciolos rigettò la richiesta. Questa la motivazione: “L’utilizzo in commercio del termine ‘prosek’ può creare problemi giuridici nella misura in cui rientra nel campo d’applicazione dell’art. 118 del Regolamento Ce n° 1234/2007”. Questo perché, per l’appunto, “la denominazione croata potrebbe entrare in conflitto con la protezione della Dop italiana prosecco. Le autorità croate sono a conoscenza di tale problema giuridico”.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Dopo la terra ci vogliono rubare anche i prodotti della terra. Non tutti i popoli europei sono amici anzi… bisogna ritrovare uno spirito identitario e non di semplice fratellanza europeista.

  2. Il prosecco è uva glera, partiamo da questo visto che ci forniamo anche dalla Moldavia! Cominciamo a spiegare esattamente ed in modo completo cosa diamo da bere e poi possiamo contestare copie non conformi, senza “rompere” su denominazioni che oramai valgono quel che valgono…

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