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Londra, 11 feb – Il coronavirus potrebbe infettare oltre il 60% della popolazione globale se i metodi di contenimento falliscono; almeno stando a quanto sostiene Gabriel Leung, un alto funzionario medico di Hong Kong.

Leung: “Stabilire dimensioni dell'”iceberg epidemico”

Il professor Gabriel Leung è il preside della facoltà di medicina dell’Hong Kong University; Leung ha anche affermato che anche se il tasso di mortalità raggiunge solo l’uno per cento, la potenziale diffusione significa che il coronavirus potrebbe ancora uccidere migliaia di persone. Finora ci sono oltre 43.000 casi segnalati nel mondo, con oltre 1.000 decessi dovuti al virus. Il professor Leung, in un’intervista al Guardian durante una visita a Londra sostiene che la priorità ora è stabilire le dimensioni e l’entità dell'”iceberg epidemico”.

Leung: “Forse virus andrà ad ondate”

La maggior parte degli esperti ritiene che ogni persona infetta abbia continuato a trasmettere il virus a circa 2,5 persone, dando un “tasso di attacco” che varia dal 60 all’80%. Si ritiene che il tasso di mortalità sia molto più basso. “Il 60-80 per cento della popolazione mondiale verrà infettata?” si chiede Leung. “Forse no. Forse questo virus arriverà a ondate. Forse il virus attenuerà la sua letalità perché forse nel cammino anche lui verrà “ucciso” da una cura”.  Dopo aver stabilito l’entità dell’epidemia di coronavirus, Leung ha detto che bisognerebbei stabilire se i metodi di contenimento utilizzati sono efficaci per fermare la diffusione del virus.

Le critiche alla Cina

La Cina ha isolato le città infettate dal coronavirus, incluso Wuhan, l’epicentro del virus, nel disperato tentativo di fermare la diffusione della malattia. Le navi da crociera come la Diamond Princess al largo delle coste del Giappone sono state isolate dopo l’identificazione dei casi di coronavirus e molti Paesi hanno isolato i viaggiatori di ritorno da Wuhan e altre aree della Cina. Molte sono le accuse rivolte nei confronti della Cina, colpevole di non aver  informato accuratamente sulla diffusione del coronavirus e sul numero di persone uccise da esso. Il medico di Wuhan Jeisi Luo (che non è il suo vero nome), ha avvertito che probabilmente ci sono molte più infezioni rispetto a quelle riportate dal governo cinese, e ciò a causa di kit di test limitati e del fatto che le persone muoiono prima che venga diagnosticato il coronavirus.

Ilaria Paoletti

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