Il gioco in Italia, secondo gli ultimi dati disponibili, è in crescita. Il 2017 è stato un anno d’oro per tutti gli operatori che hanno investito nel mercato del gioco. Tuttavia se il 2018 è stato un anno fortunato, visti i dati parziali basati sui sondaggi, il 2019 e gli anni a seguire potrebbero far registrare un declino del gioco e provare a ridimensionare il trend di crescita. In altre parole, se il gioco dovesse essere ridimensionato, il segno meno si vedrà tra diversi anni, vista la spinta propulsiva del 2016 e del 2017.

Proviamo a vedere insieme le cause di un possibile arresto nella spesa sul gioco.

Gioco e regolamentazione

Dal 2018 è diventato legge il cosiddetto Decreto Dignità, ovvero la legge varata dall’attuale Governo che prevede lo stop immediato (ma in alcuni casi ritardato) per ogni tipo di pubblicità al gioco. Il gioco, si presuppone, indosserà un vestito più austero visto che sarà vietato su tutti i canali di comunicazione, tradizionali e non, pubblicizzare o sponsorizzare il gioco. Il divieto è valido per tutti gli operatori di gioco in Italia, e non solo per quelli non legali ma anche per i casino legali autorizzati da una licenza AAMS.

Molte agenzie, quindi, hanno provato ad immaginare cosa può succedere al settore del gioco e se i numeri da capogiro possano iniziare a scendere.

Secondo Agimeg, il settore del gioco perderà il 20%. Stima anche eccessiva visto che gli effetti del Decreto Dignità saranno palesi solo da Luglio 2019, quando scadrà ogni tipo di proroga per i contratti ancora in vigore. È vero che grandi piattaforme come Google e Facebook già hanno deciso di fermare ogni tipo di advertising in questo senso, ma altri canali potrebbero legittimamente onorare il contratto stipulato prima dell’emanazione della legge e quindi continuare a pubblicizzare il gioco fino a Luglio 2019.

Dati e previsioni sul gioco in Italia

Una stima più realistica è invece quella di Nielsen che prevede una perdita di 40/50 milioni di euro nel 2019 e 60/70 milioni di euro nel 2020. Spiega uno dei dirigenti di Nielsen: “Considerando che i contratti firmati prima del Decreto saranno validi ancora per un anno, la nostra stima è che nel 2019 mancheranno al mondo dei media solo una parte degli attuali investimenti pubblicitari per il gioco”. In altre parole si tratta di una stima molto più che provvisoria. Lo stesso Nielsen, infatti, afferma che il comparto giochi crescerà lo stesso, meno degli altri anni, ma comunque crescerà visto che il trend degli scorsi anni sembra inarrestabile. Per poter studiare il fenomeno ci potrebbero volere anni. Considerato che ad oggi sono disponibili i dati del 2017, per avere i dati del 2020, anno di piena applicazione del Decreto, potremmo aspettare fino agli inizi del 2023, e le tendenze potrebbero essere pesantemente modificate. Solo il tempo, quindi, potrà dipanare la questione.

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2 Commenti

  1. La gente nel futuro giocherà meno per il semplice fatto che non avranno piu’ i soldi per giocare dato che con la soggezione italiana a una moneta privata straniera chiamata euro prodotta a costo zero ed esentasse, il paese e le sue ricchezze sono in corso finale di depredazione.Aggiungi che i risparmi degli italiani sono stati presi di mira da tempo anche con leggi assurde come il bail in, in cui un correntista essendo ora considerato creditore della banca rischia di perdere tutto in caso di fallimento della banca con investimenti appositamente truccati andati ufficialmente a male ( ma che spesso in realtà hanno arricchito le solite società finanziarie straniere produttrici recidive di titoli tossici per cui negli USA sono state multate per miliardi di dollari)

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