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Mantova, 13 ott — Immigrati che si scannano, letteralmente, per il possesso di un telefonino rubato: quando una vita vale meno di uno smartphone di seconda mano. Accade a Mantova, dove il 21enne ghanese Abdul Mobarik Zanre ha perso la vita accoltellato da un complice con il quale solo alcuni istanti prima aveva rubato un cellulare a un operatore ecologico. Lo riferisce BresciaToday.



Da tre anni residente a Marcheno, il ghanese era arrivato in Italia tramite un progetto Sprar sull’accoglienza dei rifugiati. Un progetto di «integrazione» che su di lui non aveva sortito, evidentemente, alcun effetto positivo. Il Comune in cui risiedeva aveva già da tempo avviato le pratiche per dichiararlo irreperibile. Nel mentre, il nostro vagava nel mantovano vivendo di piccoli furti e altre attività criminose.

Ghanese ammazzato da un complice per un telefonino

Fino alla serata di lunedì, in pieno centro a Mantova, nei pressi della stazione ferroviaria cittadina, quando un ragazzo di 21 anni di origini magrebine, senza fissa dimore e con precedenti lo ha accoltellato per impossessarsi del magro bottino della serata. Oltre alla refurtiva — un telefonino —  pare che i due litigassero anche per una donna, ma è una tesi ancora da accertare. I due avrebbero iniziato a discutere per la spartizione del cellulare: ne sarebbe scaturita una lite furibonda, degenerata nell’omicidio del ghanese dopo che il magrebino aveva estratto un coltello che recava con sé.

L’arresto

Il colpo ha raggiunto la vittima all’addome, provocando una ferita profonda. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Zanre avrebbe cercato di inseguire il suo aggressore, ma si sarebbe accasciato alcuni secondi più tardi, crollando a terra in una pozza di sangue. All’arrivo dei mezzi di soccorso per il ghanese era già troppo tardi: al personale medico non è restato altro da fare che constatare il decesso dell’immigrato. Nel frattempo, i carabinieri si erano messi sulle tracce dell’omicida, che se l’era data a gambe. Intercettato e arrestato dopo breve tempo, su indicazioni della Procura, ora è stato di fermo in attesa dell’interrogatorio di convalida. Per lui l’accusa è di omicidio volontario.

Cristina Gauri



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4 Commenti

  1. Effettivamente! Sai il risparmio di tempo, e frustrazione, per l’Arma compilare solo un verbale per omicidio volontario con sicura detenzione ripagando il loro lavoro anziché dover essere ancora in ufficio a compilare due verbali per furto mentre i ladri sarebbero di nuovo fuori? 😀

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