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ansa - andrea acquarone - IMMIGRAZIONE:ALTRI SBARCHI A LAMPEDUSA MENTRE ARRIVA PREMIERRoma, 5 giu – Ricapitoliamo un attimo. L’immigrazione è quella cosa che nasce sui porti della Libia, dove tutta la procedura di imbarco delle masse di disperati è gestita da fior di delinquenti. Gente senza scrupoli che gioca con la vita umana, riempiendo fino all’inverosimile i barconi per qualche dollaro in più.



Al loro arrivo in Italia, questi disperati inviati dai delinquenti vengono accolti da altri delinquenti, stavolta meno vistosi e dall’apparenza più pulita. Il business dell’accoglienza è infatti gestito da una holding criminale che prevede accordi segreti fra partiti di destra e di sinistra, cooperative rosse e quella che viene definita una associazione mafiosa.

Sono quelli che “con gli immigrati si guadagna più che con la droga”. Sono quelli di “dammi un euro a immigrato”. È a queste persone che gli scafisti consegnano, come fossero dei pacchi, le masse dei disperati. Delinquenti sui porti di partenza, delinquenti sui porti di arrivo.

E sui barconi, chi troviamo? Lo abbiamo detto, dei disperati. Ma non solo. In mezzo alle persone oneste ci sono anche tanti criminali. Gente chi viene qui con l’esplicita volontà di delinquere e gente che arriva semplicemente in cerca di fortuna ma che inevitabilmente finisce per essere risucchiata da un sistema che oltre che criminale è anche criminogeno.

Su queste colonne abbiamo già documentato, numeri alla mano, la quota di presenza immigrata del tutto sovradimensionata per quel che riguarda i furti in abitazione e gli incidenti al volante. Ma tante altre statistiche si potrebbero addurre.

 

Sui barconi, inoltre, ci potrebbero essere anche dei terroristi. L’allarme lo hanno lanciato in diversi: il governo di Tobruk, l’allora ministro degli Esteri Emma Bonino, il suo successore Paolo Gentiloni (anche se poi si smentì da solo), l’Isis stesso.

Insomma: delle masse in cui c’è una forte presenza delinquenziale vengono messe in mare da delinquenti e vengono accolte da altri delinquenti. L’immigrazione si configura sempre più come un’appendice dell’economia criminale globale. È una roba intrinsecamente legata alla criminalità, gestita da criminali, che arricchisce criminali e produce criminali. Chi la difende in buona fede deve esserne cosciente: i suoi buoni sentimenti ingrassano le mafie, gli affaristi, gli scafisti, i terroristi.

Adriano Scianca

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