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Roma, 27 mag – A che punto siamo con l’app di tracciamento dei contatti Immuni, presentata dal governo come strumento essenziale per il contrasto dell’epidemia durante la fase 2? Ancora in alto mare, a quanto sembra: fonti del ministero della Salute hanno infatti rivelato all’Agi che l’applicazione sta per essere lanciata sì, ma in via sperimentale e solo in 3 regioni italiane: per la precisione Liguria, Abruzzo e Puglia. La partenza a livello nazionale dovrebbe essere invece in calendario entro la metà di giugno, al netto di intoppi. La versione beta non sarà quindi disponibile subito, ma, sempre secondo quanto riportato da Agi, sarà pronta in una decina di giorni, «anche se in questo momento nessuno di sbilancia sulle date». Si naviga a spanne, quindi, e il ministero dell’Innovazione ha lasciato trapelare che il periodo di sperimentazione sarà quasi sicuramente «un tempo sensibilmente superiore alla settimana».



Non è tutto: senza il semaforo verde da parte del Garante della Privacy sulla Dpia – la valutazione dell’impatto sulla protezione dei dati gestita dal ministero della Salute, titolare del trattamento degli stessi – l’applicazione non verrà rilasciata. Nella giornata di ieri il ministro Speranza era al lavoro per mettere a punto il documento da sottoporre al Garante Antonello Soro. Una volta pronta la carta, sarà finalmente possibile sciogliere le controversie che hanno generato i principali dubbi di esperti e opinione pubblica riguardo all’app, e che riguardano principalmente la volontarietà del download e la questione intorno all’assenza di geolocalizzazione.

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Il via di libera di Soro consentirà quindi ad Immuni di vedere la luce. Già nella notte tra domenica e lunedì erano stati pubblicati sulla piattaforma per sviluppatori Github i codici sorgenti dell’applicazione. Chiunque ora può prenderne liberamente visione e ricercarne  dettagli tecnici e formali sulla messa in opera del progetto.

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. Con la scusa di un virus come tanti altri, la cui mortalita’ nel 96% dei casi riguarda malati con 1 o piu’ patologie(e nel 60% dei casi ben 3 patologie!),vogliono ogni nostro dato per controllarci come fossimo polli da batteria.A queste elites occulte e loro burattini non bastano gli enormi dati già a disposizione su ogni nostro singolo movimento o lettera(e-mail tutte sotto controllo del grande fratello.) Hanno fatto carne di porco di pogni libertà costituzionale quale ad esempio la riservatezza della propria posta ma non gli basta; ci vogliono marchiare come bestie.Sono tutti esperimenti per vedere fino a che punto il gregge accetta controlli totali che servono per dominare e, in un futuro, decidere chi potra’ fare cosa secondo i loro desideri

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