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Roma, 12 apr – Quanto sta accadendo a Roma è inaccettabile e lo diciamo senza mezzi termini. La polizia sta bloccando ristoratori ed esercenti autonomi alla stazione di Termini e nei vari snodi di accesso alla Capitale. Si tenta così di impedire la seconda manifestazione a Roma di IoApro. Ed è vergognoso, perché ristoratori e commercianti italiani hanno tutto il diritto di protestare scendendo in piazza. Chiedono semplicemente di poter lavorare, cosa che viene negata loro da mesi con le chiusure imposte dal governo. Devono poter gridare una rabbia del tutto comprensibile, impedirlo non è tollerabile ed è un insulto a qualunque libertà garantita dalla legge. Si straccia così un diritto costituzionale sacrosanto. E’ grave, molto grave.

IoApro, la questura nega la piazza

Sulla pagina Facebook di IoApro, i manifestanti hanno intanto pubblicato video in cui denunciano “una vergogna che devono vedere tutti”. La questura di Roma ieri sera, all’ultimo momento, ha infatti negato l’accesso alla piazza di Montecitorio ai manifestanti. “E’ stata formalmente vietata per la giornata di domani ai rappresentanti del movimento IoApro in quanto già concessa e, quindi occupata da un’altra manifestazione regolarmente preavvisata nei giorni precedenti, che si svolgerà nella stessa fascia oraria con la prevista partecipazione di 100 persone, alla luce delle disposizioni anti-Covid“. Di conseguenza, si legge in una nota: “Al fine di non generare false informazioni circa la possibilità di accedere alla manifestazione nel numero di 20.000 persone così come annunciato sui social network e per evitare i conseguenti provvedimenti si ribadisce che la manifestazione pubblicizzata non è autorizzata”.

“Andremo in piazza lo stesso, nessuno ci può fermare”

Ma nonostante i blocchi delle forze dell’ordine non pare proprio che i manifestanti di IoApro abbiano intenzione di arrendersi. Non demordono e rilanciano: “Andremo in piazza lo stesso, saremo 20mila”. C’è chi si sta recando a Roma, da tutta Italia, con i propri mezzi. Visto che anche molti pullman – ieri ne erano stati annunciati 130 – sono stati bloccati. “Nessuno ci può fermare, è un nostro diritto manifestare”.

Alessandro Della Guglia

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