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Roma, 14 mag – Italia quasi tutta in zona gialla, con una sola regione in arancione (la Valle d’Aosta): in calo tutti i parametri della pandemia, dall’indice Rt all’incidenza (sotto i 100 per 100mila abitanti), con la circolazione del virus che cala ovunque. Da lunedì si potrebbe riaprire tutto, se solo il governo Draghi non fosse ostaggio del ministro della Salute Speranza, nemico numero uno del ritorno alla normalità, contrario all’abolizione del coprifuoco.



I dati Iss-ministero Salute: incidenza settimanale per 100mila abitanti scende sotto i 100, a 94

La cabina di regia dell’Istituto superiore di sanità e del ministero alla Salute osserva una riduzione della diffusione del virus in tutta Italia, con l’incidenza settimanale per 100mila abitanti che scende addirittura sotto i 100. E’ infatti intorno a 94 contro i 120 della settimana scorsa. L’Rt torna a scendere, è a 0,86 contro lo 0,89 della scorsa settimana.

Da lunedì in zona gialla anche Sardegna e Sicilia

Sul fronte dei colori delle regioni, da lunedì – con l’ordinanza che Speranza firmerà oggi pomeriggio – passeranno in zona gialla anche la Sardegna e la Sicilia, che erano in arancione. La prima ha scontato il fatto di essere collocata ancora in zona rossa nel monitoraggio del 23 aprile a causa del rischio alto (anche se l’Rt era già sotto 1). Bisogna infatti restare almeno almeno due settimane in zona arancione dopo il rosso. La Sicilia invece il 30 aveva dati da zona arancione. Per andare in giallo ci vogliono due settimane di numeri compatibili con quello scenario. La prima è stata la scorsa, la seconda sarà quella in corso. Così venerdì la cabina di regia chiederà il passaggio in zona gialla, che scatterà come di consueto da lunedì. La Valle d’Aosta invece deve aspettare un’altra settimana perché sempre il 30 era rossa ma per l’incidenza. Tutte le altre regioni sono in giallo.

Scende anche il numero di regioni con tasso di occupazione in terapia intensiva sopra la soglia critica

Nello specifico, secondo il report odierno nessuna regione è classificata a rischio alto per la terza settimana consecutiva. Quattro regioni e province autonome hanno una classificazione di rischio moderato e sono Calabria, Lombardia, Toscana e Umbria. Scende anche il numero di regioni e province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica. Si tratta di tre regioni (Lombardia e Toscana sono sopra la soglia limite del 30% per le intensive mentre la Calabria è sopra la soglia limite del 40% per i reparti di area medica) contro le cinque della settimana precedente. Il tasso nazionale di occupazione in intensiva è sotto la soglia critica (23%).

Presto i nuovi parametri (via l’Rt)

Presto lo scenario cambierà ulteriormente, e non solo per il miglioramento continuo dei numeri della pandemia. Le regioni, il ministero della Salute e l’Iss infatti stanno lavorando a un nuovo sistema di parametri, nel quale l’Rt finalmente perde valore. Sarà invece fondamentale l’incidenza, che manda in zona rossa se è superiore a 250, in arancione se è tra 150 e 249, in zona gialla se è tra 50 e 149 e in zona bianca (dovei si può riaprire tutto) sotto 50. Altro dato di cui tenere conto, l’occupazione dei posti letto, in particolare nelle regioni arancioni per capire se devono andare in zona rossa (per un’occupazione di terapia intensive e posti internistici superiore rispettivamente al 30 e al 40%) o in zona gialla (con gli stessi dati inferiore al 20 e al 30%).

Una curiosità, se i nuovi parametri fossero già in vigore, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Molise sarebbero da zona bianca.

Adolfo Spezzaferro

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