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Roma, 14 mag – “Oggi un’Italia senza figli è un’Italia che non ha posto per il futuro, è un’Italia che lentamente finisce di esistere. Per il governo questo è un impegno prioritario: mettere la società in grado di avere figli“. Così il premier Mario Draghi, assieme a papa Francesco agli Stati generali della natalità, assicura l’impegno del governo a sostegno dei giovani, delle donne e delle famiglie, a partire dall’estensione per tutti dell’assegno unico, una misura che l’ex numero uno della Bce definisce “epocale” e che, promette, sarà rinnovata anche nei prossimi anni. Bergoglio dal canto suo plaude all’assegno unico e chiede riforme radicali: “Se la famiglia riparte, riparte tutto”.

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Draghi con Papa Francesco agli Stati generali della natalità

“Un’Italia senza figli è un’Italia che non crede e non progetta. È un’Italia destinata lentamente a invecchiare e scomparire. Lo Stato deve “continuare ad investire sul miglioramento delle condizioni femminili. E mettere la società – donne e uomini – in grado di avere figli”. Così il premier in un passaggio del suo intervento agli Stati generali sulla natalità. “Il governo si sta impegnando su molti fronti per aiutare le coppie e le giovani donne“, prosegue Draghi.

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“Per giovani, donne e famiglie misure da 20 miliardi circa, cifre mai stanziate prima”

Il premier spiega che gran parte delle misure di sostegno e degli investimenti previsti rientrano nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Come “la realizzazione di asili nido e scuole per l’infanzia, l’estensione del tempo pieno e il potenziamento delle infrastrutture scolastiche“, aggiunge il premier. “Un investimento importante nelle politiche attive del lavoro, nelle competenze scientifiche e nell’apprendistato. Nel complesso, misure” da “venti miliardi circa, cifre mai stanziate prima. Il Pnrr prevede inoltre una clausola per incentivare le imprese” come condizione per partecipare al piano “a assumere più donne e giovani”.

“Oggi metà degli italiani ha almeno 47 anni – l’età mediana più alta d’Europa”

“I giovani fanno fatica a trovare lavoro. Quando ci riescono, devono spesso rassegnarsi alla precarietà. Sono pochi e sempre meno quelli che riescono ad acquistare una casa. La spesa sociale per le famiglie è molto più bassa che in altri Paesi come la Francia e il Regno Unito. Già prima della crisi sanitaria, l’Italia soffriva di un preoccupante e perdurante declino di natalità. Nell’anno della pandemia si è ulteriormente accentuato. Nel 2020 sono nati solo 404.000 bambini. È il numero più basso dall’Unità d’Italia e quasi il 30 per cento in meno rispetto a dieci anni fa. Sempre nel 2020, la differenza tra nascite e morti ha toccato un record negativo: 340.000 persone in meno. Oggi metà degli italiani ha almeno 47 anni – l’età mediana più alta d’Europa“.

“Dal 2022 assegno unico esteso a tutti i lavoratori con figli”

“Il governo si sta impegnando su molti fronti per aiutare le coppie e le giovani donne. Al sostegno economico diretto delle famiglie con figli è dedicato l’assegno unico universale. Dal luglio di quest’anno la misura entrerà in vigore per i lavoratori autonomi e i disoccupati, che oggi non hanno accesso agli assegni familiari. Nel 2022, la estenderemo a tutti gli altri lavoratori, che nell’immediato vedranno un aumento degli assegni esistenti“, annuncia Draghi. “Le risorse complessivamente a bilancio ammontano ad oltre 21 miliardi di euro“, precisa.

Papa Francesco: “Finalmente in Italia un assegno per ogni figlio che nasce”

“Finalmente – dice il Papa – in Italia si è deciso di trasformare in legge un assegno, definito unico e universale, per ogni figlio che nasce. Esprimo apprezzamento alle autorità e auspico che questo assegno venga incontro ai bisogni concreti delle famiglie, che tanti sacrifici hanno fatto e stanno facendo, e segni l’avvio di riforme sociali che mettano al centro i figli e le famiglie. Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro; ma se le famiglie ripartono, tutto riparte”.

“Penso con tristezza – sottolinea Bergoglio -, alle donne che sul lavoro vengono scoraggiate ad avere figli o devono nascondere la pancia. Com’è possibile che una donna debba provare vergogna per il dono più bello che la vita può offrire? Non la donna, ma la società deve vergognarsi, perché una società che non accoglie la vita smette di vivere. I figli sono la speranza che fa rinascere un popolo!”.

Al di là degli annunci e fermo restando che come abbiamo detto alcune misure sono previste dal Recovery plan (quindi imposte dalla Ue), che lo Stato dia aiuti a chi vuole fare figli è una cosa assolutamente positiva. Resta soltanto la parte più difficile: convincere gli italiani che è un bene, fare figli.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. bene,è un primo passo.
    un altro passo IMPORTANTISSIMO è la completa riforma delle leggi che regolano matrimonio e divorzio,
    introducendo i patti prematrimoniali e rendendoli vincolanti SOPRA la legislazione matrimoniale e divorzile.
    altrimenti il rifiuto maschile al matrimonio (e alle convivenze,dopo l’inchiappata cirinnà)
    continuerà a crescere fino a diventare insostenibile.

    altra legge NECESSARIA è l’obbligo di accertamento paternità di routine al parto,PRIMA di attribuire la paternità (SEMPRE,anche in caso di cogniugi sposati,tanto per essere chiari)

    altra legge necessaria,la dichiarazione SCRITTA di volontà da parte del padre di avere dei figli con una determinata donna:
    mancando il consenso, NON deve più essere considerato legale portare avanti una causa di attribuzione di paternità:

    altra legge necessaria,quella che consente a chiunque lo voglia (ANCHE uomini single eterosessuali)
    di rivolgersi alla GPA e ovulo anonimo,se decidono di evitarsi problemi con la madre.
    …..
    in sostanza,per far ritornare la voglia di impegnarsi a metter su famiglia in questo paese…..
    e avere dei figli,
    assegno unico,asili e tempo pieno aiutano molto:
    MA NON SONO SUFFICIENTI,
    CI VUOLE ANCHE UNA ROBUSTA RIFORMA DI TUTTO IL SISTEMA,
    per renderlo GIUSTO anche per noi uomini:

    PROVVEDETE in quel senso,e vedrete che l’immigrazione turafalle (e portaproblemi)
    non vi servirà più a niente.

  2. Bellissimo ed auspicabilissimo in teoria, però… l’assegno unico di Draghi chi se lo piglierà?
    Gli italiani?
    I “nuovi” italiani in possesso di cittadinanza?
    I cittadini stranieri residenti in Italia?
    I migranti?
    Qualunque persona più o meno di passaggio in Italia?

    Se Bergoglio ne è entusiasta poi la vedo assai male.

  3. Tutti palliativi, poco più di elemosine in redistrubuzioni pianificate che rendono la fecondità sana sempre più relegata nel razionale, nella mancata spontaneità, nel calcolo fatto pure da estranei e sostanzialmente determinata da un habitat comunque incerto. Ritengo che la questione fondamentale è che mancano tetti sicuri, formazione e lavoro certo in un contesto di responsabilità (!!) individuale e comunitaria. Il figlio vero non è il frutto di un calcolo; è piuttosto il risultato di un amore naturale, un po’ misterioso, un po’ folle, un po’ irrazionale e orgasmico. Proviamo a pensare cosa succederebbe se non provassimo piacere…, basterebbe l’ assegno unico?! Che squallore…
    Che ammettano i disastri della legge sul aborto, l’ esortazione all’ uso dei preservativi e pillole che hanno reso il sesso solo gioco, come pure il discredito e la mancata autonomia vitale data alla famiglia, in special modo “precoce”, perché non funzionale al sistema…

  4. Prima
    I cattolici non sono conigli.
    (No i mussulmani)
    Poi lo ius soli
    Poi l’assegno unico a tutti.
    Basta mettere piede in Italia.
    Gli italiani diventeranno sempre più poveri

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