Roma, 24 ott – Alla sinistra non è proprio andata giù quella Piazza San Giovanni strabordante di italiani contro l’inciucio giallofucsia. Tanti antiacidi devono essersi presi nella redazione di Repubblica, per uscire stamattina con un paginone-attacco alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Quattro colonne, a firma Francesco Merlo, zeppe di insulti, insinuazioni, particolari della vita privata dell’onorevole riportati ignobilmente, virgolettati usciti da chissà dove, bassezze, battute su caratteristiche fisiche. Insulti non solo alla Meloni ma anche all’elettorato, nel più classico stile dell’infamità radical chic disgustata dalla puzza di “popolo”, passando dai comizi “nelle periferie tra i coatti romani e gli emarginati” per arrivare alla “cantilena da suburra”, la chiama la “reginetta di Coattonia“, “la più amata dagli italiani perché addolcisce l’infamia” e via continuando. Un articolo tanto astioso e infamante quanto rivelatore di paura, debolezza e “rodimento di culo” ai massimi storici; un pezzo debole perché predica al coro dei cavialari terminali con la boccuccia a culo di gallina e quindi, in sostanza, un’opera masturbatoria, fine a sé stessa. Lo sfogo di un omino stizzito che usa l’ignominia e il sessismo – ma non è veramente sessismo, finché non colpisce la Murgia e la Bellanova – per pungere un avversario laddove sono finiti gli argomenti.

Così ne parla su Facebook la presidente di Fratelli d’Italia: “Oggi Repubblica mi ‘regala’ un paginone pieno di insulti, con un articolo che trasuda idrofobia da tutti i pori. Quello che più dispiace è che lo scomposto rigurgito di bile del giornalista si riversi contro le periferie romane e contro il popolo della destra, definito dai trinariciuti radical chic come ammasso di coatti ed emarginati. Perché il problema di questi personaggi con la bava percolante dalla bocca – pronipoti di un’ideologia ammuffita e sconfitta dalla storia – è che Fratelli d’Italia sta crescendo. E usano contro di noi proprio quel linguaggio di odio che condannano a ogni piè sospinto. Continuino pure con la loro rabbia incontinente, noi non molliamo. E continuiamo a lavorare giorno e notte per il riscatto della nostra Patria! P.S. Per i virgolettati falsi e le diffamazioni è un’altra storia, di cui ovviamente ci occuperemo nelle sedi opportune”.

E allora, come riporta il Secolo D’Italia, Giorgia Meloni fa sapere anche che “a seguito della pubblicazione dell’articolo Meloni la peronista dell’altra destra più amata di Salvini ho dato mandato ai miei legali di sporgere querela per diffamazione nei confronti del giornalista Francesco Merlo e del direttore del quotidiano Repubblica, Carlo Verdelli. Di rado, nella mia vita, ho letto un articolo così violento. Così lesivo della dignità di qualcuno. Così palesemente volto a istigare odio verso quella persona. E considero gravissimo che molte delle affermazioni a me attribuite per giustificare il disprezzo del giornalista siano totalmente inventate o volutamente manipolate. Il che, chiaramente, va ben oltre il diritto di critica e configura la piena diffamazione. Di questo Merlo e il direttore di Repubblica risponderanno in tribunale”.

Cristina Gauri

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