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Madrid, 29 giu – In Spagna il governo ha approvato in Consiglio dei ministri una proposta di legge che riconosce ai cittadini il diritto a cambiare il proprio genere a livello legale. Questo, tuttavia, senza aver prima effettuato cure ormonali, aver fatto operazioni di cambio di sesso o senza il dovere di presentare referti medici.



Spagna, la “ley trans” arriva in Parlamento

Secondo l’Esecutivo di Madrid, questa norma garantirebbe ai cittadini della Spagna il “diritto all’autodeterminazione” dell’identità di genere. La proposta di legge, che passerà all’esame ed eventualmente verrà approvata in Parlamento, è stata promossa con particolare vigore dal ministro delle Pari Opportunità, Irene Montero. Il suo obiettivo dichiarato è quello di tutelare i diritti delle persone transessuali. Ovviamente, un po’ come da noi il Ddl Zan, l’approvazione del Cdm arriva dopo molta propaganda mediatica, dopo un molti negoziati e discussioni coi collettivi Lgbt.

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La débacle di maggio

A maggio la cosiddetta ley trans era stata respinta in Parlamento grazie all’opposizione del centrodestra spagnolo, Partido Popular e Vox, e anche (e principalmente) all’astensione del Psoe. La legge spinta dalla Montero di Podemos è stata bocciata con 78 voti a favore, 143 contrari e 120 astensioni. La libera autodeterminazione del genere è infatti un motivo di scontri all’interno dello stesso centro sinistra. Ad esempio non mancano le aspre critiche delle femministe ortodosse, molto influenti in Spagna, secondo le quali il diritto ad autodeterminare il proprio sesso in assenza di qualsiasi operazione, cura ormonale o referto medico annullerebbe la differenza biologica fra uomo e donna.

Ilaria Paoletti

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