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L’Aquila, 24 apr – Attimi di terrore a L’Aquila dove un senzatetto gambiano ha tentato di violentare una ragazza aquilana di 28 anni, che ha successivamente raccontato al quotidiano locale, Il Capoluogo, la terribile esperienza subita. La donna si stava dirigendo verso la stazione dei treni percorrendo via XXV Aprile, quando si è accorta che un immigrato camminava verso di lei con fare sospetto. La ragazza ha cambiato marciapiede per sottrarsi all’incontro, ma il gambiano ha insistito nel seguirla. La ragazza ha attraversato nuovamente la strada quando l’uomo le si è fatto incontro chiedendole una sigaretta. La vittima ha reagito urlando e chiedendo aiuto a gran voce al tentativo del gambiano di baciarla. Nessuno è giunto in soccorso della ragazza, tanto che, per attirare l’attenzione, alla malcapitata non è rimasto altro da fare che buttarsi in mezzo alla strada fermando così un’auto. Due dipendenti comunali hanno assistito alla scena ed hanno chiamato il 113.



Fuggito dalla quarantena

All’efferatezza del gesto si aggiunge il fatto che il gambiano si trovava in quarantena, dalla quale era evaso per compiere l’ignobile gesto. L’isolamento preventivo di 15 giorni era dovuto al fatto che l’uomo, assieme ad un altro straniero, agli inizi di aprile erano arrivati a L’Aquila da una città del nord. Alcune associazioni volontarie aquilane, congiuntamente alla Protezione civile, si stavano occupando dei due sfamandoli e rifornendoli di tutto ciò di cui avevano bisogno. Il ringraziamento è stato un tentato stupro di una italiana.

L’arresto

La vittima ha riconosciuto il proprio aggressore che è stato quindi tratto in arresto. Le forze dell’ordine lo avevano riconosciuto e fermato in seguito alla segnalazione di un privato cittadino alla Salla operativa della questura. Durante le operazioni di identificazione l’immigrato si è dimostrato fortemente ostile, arrivando ad aggredire gli agenti e opponendo resistenza anche negli uffici della Questura aquilana.

La lettera del Pd

A rendere la vicenda ancora più odiosa e grottesca è la lettera-appello del Pd locale, nella quale aveva difeso il gambiano e un suo «collega» senzatetto chiedendo al sindaco FdI, Pierluigi Biondi, di trovare loro una sistemazione migliore: «Caro Sindaco, durante questi giorni di Pasqua tutti gli aquilani hanno potuto notare la presenza di una tenda blu della Protezione Civile nel piazzale antistante il complesso sportivo di Centi Colella», si legge nella missiva, riportata dal Secolo. «Un’ immagine che evoca nelle nostre menti ricordi lontani ma dolorosi e traumatici. In quella tenda sono ‘ospitate’ due persone senza fissa dimora, assistite, in questo momento, esclusivamente dalla generosità della rete di solidarietà attiva in città. Caro Sindaco, a te che sei il primo cittadino dell’Aquila, chiediamo se veramente è questo il modo di poter trattare due persone meno fortunate, da parte di una città che ha ricevuto tanto in termini di solidarietà e aiuto». Il Partito democratico si spende sempre per le persone più meritevoli.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

5 Commenti

  1. Ma è ovvio che un gambiano possa scappare facilmente dalla quarantena.
    Appena può se la dà a gamb(i)e.
    Per quanto riguarda poi le aggressioni è solo un bisogno disperato di affetto.

  2. un altro gambiano… incredibile come uno stato così minuscolo abbia così tanti suoi cittadini che si rendono protagonisti di atti di delinquenza… non è che laggiù abbiano svuotato le loro prigioni?

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