Roma, 11 feb – E’ scattata immediatamente la gogna per Paola Senesi, la preside del liceo classico Giulio Cesare di Roma. La dirigente scolastica è stata infatti messa in croce da professori, studenti e i soliti media «professionisti dell’informazione» per aver bloccato alcuni corsi proposti per la Settimana dello studente dal «kollettivo» di studenti rossi di turno, lo Zero Alibi.

Gli studenti rossi del Giulio Cesare frignano

«Tra i corsi che avevamo intenzione di proporre, ne avevamo programmato uno sull’aborto, uno sull’identità di genere e un altro sull’occupazione fascista dei Balcani». Ma la preside ha posto il veto «con motivazioni che riteniamo assurde», hanno denunciato su Facebook gli studenti. Guai a toccargli aborto, gender e antifascismo revisionista. Ed ecco scattare l’inquisizione politicamente corretta sulla dirigente scolastica del Giulio Cesare, colpevole solo di aver applicato le normative.

Sangue di Enea Ritter

Coccolati da professori e giornalisti

«Censura ideologica», l’hanno chiamata loro. Il passo successivo è stato scrivere a Repubblica che ha riportato la vicenda con toni da soviet. Ma non è finita qui: il giorno successivo sempre lo stesso quotidiano, ha pubblicato la lettera – non firmata – di 40 anonimi insegnanti dell’istituto, che stigmatizzano la decisione della preside colpevole a loro detta di «aver esautorato il collegio docenti». Dulcis in fundo ci si è messo di traverso anche Christian Raimo, che ha «scovato» una partecipazione – più che legittima – della Senesi a un convegno di Generazione Popolare.

Raimo, con il tono trionfante di chi pensa di aver trovato una prova schiacciante di chissà quale colpevolezza, ha denunciato il fatto su Faceboook. «Che intervento ha fatto l’11 settembre scorso a questo convegnino con il movimento di politica giovanile di destra nazionalista, similfascista Generazione Popolare, quando era praticamente anche l’unica donna presente?».

Le motivazioni della preside del Giulio Cesare 

«Non si è trattato assolutamente di censura – ha spiegato la dirigente a La Nuova Bussola Quotidiana –. Ho semplicemente esercitato la mia funzione nel rispetto delle prerogative di tutti. C’è stato un ampio confronto con i rappresentati di istituto. Quello che è uscito, è contenuto nel programma definitivo, che, dopo l’approvazione del collegio docenti, è stato presentato agli studenti. Ma non vorrei aggiungere altro, ogni cosa verrà chiarita nella sede preposta non appena sarà possibile».

Il tema dell’aborto, fa sapere la direttrice del Giulio Cesare, coinvolge una multidisciplinarità di ambiti. Tra di essi figura quello bioetico, del tutto trascurabile – quando non inesistente – secondo gli alfieri del «diritto di scelta». Pertanto l’argomento non poteva essere trattato solo nell’aspetto della metodologia abortiva. Stessa cosa per il gender. Senesi si è quindi appellata alla Circolare del Miur sulla teoria di genere (15 settembre 2015 numero 192) in cui la si esclude dall’insegnamento curricolare.

Scienza & Vita sostiene la decisione della Senesi

«Ci associamo ai tanti i genitori che in queste ore stanno esprimendo apprezzamento per la decisione della preside del liceo Giulio Cesare di Roma». Lo dichiarano in una nota congiunta Alberto Gambino, giurista e presidente dell’associazione Scienza & Vita, e Alessandro Benedetti, presidente del Comitato civico per Roma. «È grazie a questa posizione che finalmente tantissimi genitori possono avere voce, in piena conformità a quanto stabilito dalle Linee guida del ministero dell’Istruzione, introdotte da Valeria Fedeli, in cui si stabilisce a chiare lettere che le attività che non rientrano nel curricolo obbligatorio abbiano il consenso dei genitori».

Cristina Gauri

Commenta