ebreoMilano, 13 nov – Non è ancora chiara chi sia la persona che ieri sera, poco prima delle otto e mezza, in viale San Gimignano, periferia sudovest di Milano, ha accoltellato l’ebreo ortodosso Nathan Graff, 40 anni.

L’uomo è ricoverato all’ospedale Niguarda, con sei ferite da arma bianca: è stato colpito da tre coltellate alla schiena, da una al volto, e da altre due alla gola e a un braccio. Graff era arrivato a bordo di un taxi e si era fatto lasciare all’inizio del viale, per percorrere il rimanente tratto a piedi.

A quel punto sembra abbia sentito alle spalle i passi di una persona, che ha cominciato a correre per raggiungerlo, e che l’ha accoltellato, sia da dietro sia in viso per poi puntare al collo.

Il Dipartimento di pubblica sicurezza ha intanto inviato a questori e prefetti una circolare che invita a “intensificare la vigilanza e il controllo” sui luoghi di culto e sugli obiettivi sensibili riferibili a Israele e alla religione ebraica. Il Viminale precisa che la vigilanza viene intensificata a questo livello, anche se, al momento, non sono ancora del tutto chiare le modalità e il movente dell’aggressione.

Allo stesso modo, gli investigatori non escludono che si possa trattare “di un gesto isolato, di autoesaltazione”, precisando che “è presto per parlare di eventuali collegamenti con l’intifada dei coltelli”.

Roberto Derta

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