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Roma, 23 ago — Morto di Covid nonostante la doppia dose di vaccino: è successo a Napoli a Gabriele Napolitano, un infermiere del Cotugno vaccinato sei mesi fa con una doppia dose di Pfizer.



Infermiere muore nonostante il vaccino

L’uomo, 63 anni e residente a Ponti Rossi, aveva effettuato il tampone scoprendo di essere positivo al virus mentre rientrava dalle ferie in Sardegna con la propria famiglia. Si tratta uno di quei casi in cui il vaccino serve a ben poco perché il virus, probabilmente in questo caso espresso in una delle sue varianti più aggressive, è evidentemente riuscito a «bucare» la protezione della doppia dose, sviluppandosi in maniera estremamente virulenta. Fino al decesso del paziente. L’infermiere si era vaccinato con prima dose a fine dicembre, per poi ricevere il richiamo nel corso del mese successivo. L’uomo è venuto a mancare nell’ospedale di Sassari, dove era stato ricoverato a causa dell’infezione Covid.

Leggi anche: “Se a settembre non saremo all’80% di vaccinati valuteremo l’obbligo”. L’avvertimento di Sileri

Nel frattempo, da un lato all’altro dello Stivale è tutto un susseguirsi di notizie riguardo a cittadini gravemente malati e ricoverati in intensiva nonostante il vaccino. Oltre al caso dell’infermiere napoletano, nel reparto di terapia intensiva Covid del Policlinico Mater Domini di Catanzaro sale a quattro il numero dei degenti. C’è un 22enne di nazionalità rumena trasferito nelle scorse ore dal reparto di terapia intensiva del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria al policlinico universitario ubicato nel quartiere Germaneto di Catanzaro. O quello di uomo di 58 anni, proveniente dalla provincia di Cosenza e attaccato d’urgenza ai macchinari dell’Ecmo perché affetto da gravissima insufficienza respiratoria. Si tratta di una tecnica che supporta le funzioni vitali tramite la circolazione extracorporea. In questo modo viene aumentato il livello d’ossigenazione del sangue e ampliata la gittata cardiaca.

In intensiva nonostante il vaccino

Il 58enne era vaccinato con doppia dose, mentre il 22enne aveva ricevuto da pochi giorni la prima dose di siero contro il Coronavirus. Stando a quanto riferito dalla cronaca locale il giovane avrebbe contratto una forma di Covid con altissima carica virale che avrebbe deteriorato le sue condizioni cliniche in breve tempo. Entrambi i ricoverati non presentavano patologie pregresse.

Cristina Gauri

 

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6 Commenti

  1. da; meteoweb.eu
    “Il caso Israele in prima pagina sul New York Times: “aumentano i dubbi sull’efficacia dei vaccini”
    I grandi giornali del mondo iniziano a mettere in dubbio l’efficacia dei vaccini dopo le evidenze che arrivano da Israele: l’articolo del New York Times”
    Ovviamente in Italia nemmeno una parola sulla inefficacia di queste terapie geniche sperimentali e nel frattempo gli effetti collaterali mostrano di essere comuni e spesso fatali.
    Bisognerà procedere con la ricerca delle responsabilità ed omissioni di una parte di classe politica e mediatica assolutamente vergognosa che ci dice anche falsamente che l’unica terapia è quella genica

  2. « […] Se il virus continua a circolare, si muta e si trasforma, e mi riferisco alle varianti, è perché continua a non incontrare tutti quei “muri” rappresentanti dalle persone vaccinate. Se la gente non si vaccina, il virus si può continuare a modificare. Le varianti possono essere più forti dei vaccini e colpiscono se non siamo ancora tutti immunizzati […] »

    Queste le parole del figlio del povero signor Napolitano. Capisco il dolore, tremendo, per la perdita di un genitore ma a mio avviso, queste dichiarazioni manifestano una totale confusione rispetto a quanto sta accadendo.

    « […] Papà non aveva patologie, faceva anche cento chilometri in bici al giorno e amava il trekking […] »

    Due dosi di “vaccino” e un sessantenne, ancora vigoroso, muore di COVID-19: come si fa a non porsi la domanda giusta? Eppure, la dolorosa esperienza avrebbe dovuto insinuare il dubbio, nel figlio del deceduto, riguardo al fatto che nessun “muro vaccinale” o supposto tale, sia efficace contro la persistente epidemia di SARSCov2 (causa della malattia COVID-19) nella forma delle sue varianti e che sia stato proprio lo sciagurato piano di vaccinazione planetaria con l’epidemia in corso (oltre alla criminale negazione della esistenza di terapie alternative) a generare dette varianti. Questo è sostenuto, con forza, da migliaia di medici in tutto il mondo. Ovviamente, inascoltati…

    Il virus, infatti, non si modifica nell’organismo di una persona non-vaccinata – che è SANA fino a prova contraria – ma all’opposto, sono i vaccinati a contribuire al caos delle (infinite?) varianti.

    Ma attualmente, sta passando l’idea in merito al fatto che la persona non-vaccinata contro il COVID-19, anche se è PERFETTAMENTE SANA, sia responsabile della diffusione delle varianti del virus SARSCov2… Roba da matti!

    FONTE:

    https://www.castedduonline.it/mio-papa-infermiere-vaccinato-e-morto-di-covid-e-stato-contagiato-in-sardegna/

  3. dal sito maurizioblondet.it;

    Israele: “Il 95% dei pazienti gravi è vaccinato”
    Maurizio Blondet 7 Agosto 2021

    https://www.trendsmap.com/twitter/tweet/1423322271503028228

    “Il 95% dei pazienti gravi è vaccinato”.
    “L’85-90% dei ricoveri riguarda persone completamente vaccinate”.
    “Stiamo aprendo sempre più reparti COVID”.
    “L’efficacia del vaccino sta calando/svanendo”

    (Dott. Kobi Haviv, oggi su Chanel 13 @newsisrael13 )

    https://www.infowars.com/posts/israel-australia-report-95-99-hospitalized-fully-vaccinated/

  4. “Entrambi i ricoverati non presentavano patologie pregresse”… Non ne sarei tanto certo, visto che taluni, se diagnosticano, diagnosticano pure quello che pensano o vogliono loro.

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