Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 8 ott – “Non fu lui a portare la droga dello stupro“: verso l’archiviazione l’indagine per cessione di stupefacenti che vede coinvolto Luca Morisi, l’ex responsabile della comunicazione sociale della Lega. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, il contenuto delle chat con Petre Rupa (“Nicolas”) e “Alexander” prese in esame dagli inquirenti sembra infatti scagionare l’ex capo della “Bestia” social di Matteo Salvini. Tali chat infatti proverebbero che non fu lui a portare la boccetta con il Ghb, la cosiddetta droga dello stupro, in Corte Palazzo a Belfiore.



Morisi scagionato dalle chat: “Non fu lui a portare la droga”

Nel registro degli indagati sono attualmente iscritti uno dei due ragazzi rumeni, Petre Rupa, e lo stesso Morisi, ma è probabile che anche Alexander finisca indagato, in quanto lui stesso nella chat ammette di aver portato insieme all’amico a casa di Morisi il Ghb. In ogni caso, tutte le ipotesi di reato verranno derubricate a una questione amministrativa. Questo perché la dose di droga liquida rinvenuta nell’automobile di Petre è compatibile all’uso personale. Lo stesso vale per gli 0,31 grammi di cocaina trovati a casa di Morisi. I quantitativi di entrambi gli stupefacenti rinvenuti sono dunque minimi. Pertanto non sarebbero tali da presupporre il reato di spaccio e probabilmente neanche quello di cessione di sostanze stupefacenti. Nei confronti di Morisi rimane la segnalazione al prefetto come “assuntore di stupefacenti”.

Probabile archiviazione senza interrogatorio

Non a caso l’avvocato difensore Fabio Pinelli da subito aveva chiesto ai pm di Verona di ascoltare il suo assistito perché pronto a dimostrare di non aver ceduto alcuna sostanza illecita. “Siamo a disposizione per chiarire ogni passaggio e soprattutto perché abbiamo la prova che nessun reato è stato commesso”, aveva dichiarato. Ora, alla luce delle chat, l’interrogatorio di Morisi potrebbe anche essere ritenuto superfluo dai pm.

Il caso politico e la Lega nel mirino

L’inchiesta a orologeria comunque ha sortito l’effetto di scatenare il caso politico, con Morisi che ha lasciato l’incarico e la Lega nel mirino a pochi giorni dal voto delle amministrative. In effetti, il caso era noto dal 14 agosto, ma è stato tirato fuori con ritardo sospetto. A detta di tanti, e non solo della Lega. Morisi infatti è finito sulla gogna mediatica, tutti i giornaloni hanno parlato di indagini per cessione di droga. Ora, a elezioni concluse, scopriamo – si fa per dire – che l’ex capo della comunicazione social della Lega non ha ceduto la droga.

Ludovica Colli



La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. A parte le varie considerazioni girate e rigirate da tutti come fa comodo, chi ha dato la cocaina devastante a Morisi? Non è cessione-vendita di stupefacenti , pagamento in nero senza scontrino? La droga cade come la Manna, che bello… Pietà, pietà…

Commenta