Lampedusa, 10 apr – Non si ferma l’invasione di Lampedusa, presa d’assalto dagli sbarchi di immigrati. Gi ultimi due – con 87e 85 immigrati – si sono verificati all’alba. Ieri, nell’arco di 24 ore, con 12 diversi barchini sono giunti nell’isola 510 persone. L’hotspot sta esplodendo: si è trovato, nell’arco di poco meno di 48 ore, a passare da due ospiti a ben 831. La maggior parte degli arrivati è originaria di Egitto, Siria, Sudan, Somalia, Niger ed Eritrea. A bloccare le imbarcazioni – con un minimo di 16 ed un massimo di 119 immigrati – sono state le motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza. Per far fronte alla nuova ondata di sbarchi e all’hotspot strapieno, la prefettura di Agrigento, d’intesa con il Viminale, ha disposto il trasferimento di 127 persone sul traghetto di linea che giungerà in serata a Porto Empedocle.

Dopo il maltempo, con il mare buono scatta l’invasione di Lampedusa

Dopo il maltempo, durato circa due settimane, non appena le condizioni del mare sono migliorate, nell’arco di sole 48 ore è partito l’assalto. E siamo soltanto agli inizi. Perché le condizioni meteo si stabilizzeranno con l’arrivo della bella stagione. Intanto anche le navi delle Ong hanno ripreso a fare la spola e si preannunciano nuove richieste di porto sicuro all’Italia. Ieri alla nave Geo Barents, con 113 clandestini a bordo, è stato assegnato il porto di Augusta. Gli ultimi sbarchi si sono verificati nella notte tra sabato e domenica, quando a Lampedusa sono arrivati 247 immigrati a bordo di tre diverse imbarcazioni. I primi 55, tutti uomini ed egiziani, sono stati tratti in salvo dagli uomini della capitaneria di porto a 28 miglia dall’isola.

In 48 ore sbarcano oltre 800 immigrati

A distanza di mezz’ora circa, sempre un’altra motovedetta della Guardia costiera ha soccorso 87 persone, tra cui tre minori. Hanno dichiarato di provenire da Egitto, Siria, Bangladesh e sono stati rintracciati a 35 miglia dalla costa a bordo di una barca di 12 metri lasciata alla deriva. La capitaneria di porto ha effettuato l’ultimo intervento della notte poco prima dell’alba, quando ha intercettato e soccorso la terza imbarcazione a 35 miglia da Lampedusa con a bordo 105 immigrati, tra cui sette donne e 13 minori. Proverrebbero da Egitto, Siria, Sudan, Somalia, Niger ed Eritrea. Anche loro, come tutti gli altri, sono stati portati nell’hotspot dell’isola, che per settimane è rimasto vuoto per poi riempirsi in poche ore ben oltre la sua capienza massima, che è di 250 persone.

Il sindaco Martello si appella al’Ue

Infatti, nelle ore precedenti c’erano stati altri 11 sbarchi con altrettante imbarcazioni di fortuna, che hanno portato il numero di immigrati che hanno raggiunto Lampedusa in 48 ore a 811. Si tratta prevalentemente di uomini provenienti dal nord Africa e dalle regioni sub-sahariane. Nel pomeriggio di ieri, il sindaco di Lampedusa Totò Martello ha lanciato un appello all’Ue. “Siamo di fronte a una situazione eccezionale. Voglio ringraziare quanti a Lampedusa si stanno impegnando nelle operazioni di soccorso e di accoglienza sia mare che qui sull’isola, e ritengo che lo stesso debbano fare l’Italia e l’Europa: quando predispongono misure di solidarietà internazionale e di accoglienza umanitaria, si ricordino di guardare a quello che avviene a sud, nel cuore del Mediterraneo”, ha detto Martello.

Ludovica Colli

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8 Commenti

  1. Ma non si potrebbe lasciarli tutti a Lampedusa? Ma perché ci dobbiamo anche preoccupare di organizzare viaggi con navi per andare a prenderli portarli nelle città, vestirli, sfamarli, curarli, per poi trovarceli a spacciare, stuprare, rubare, rapinare? Non sarebbe meglio lasciarli a Lampedusa? quando sarebbe piena comincerebbe il viaggio di ritorno; come fanno le formiche, è natura. Lo spazio ce lo hanno; seduti ce ne starebbero almeno un paio di milioni; se poi si alzassero in piedi anche il doppio. Se Martello si lamenta … anch’io mi lamento ma nessuno mi ascolta.

  2. Capisco, non mi preoccupo, però… magari andassero in Ucraina, meglio ancora nel Donbass, ma a fare da scudo alle bombe !!!

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