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Roma, 6 mar – La previsione, che potremmo chiamare anche desiderio, di Walter Ricciardi sulla chiusura (quasi) totale dell’Italia si sta avverando. A piccoli passi, con nuove restrizioni in arrivo poco per volta, ma si sta avverando. E noi, nuovamente sballottati dalle onde del caos, siamo in possesso sole due nozioni: l’aumento dei contagi e la presenza che queste varianti del virus originario che sembra siano più infettive.



Dittatura dei numeri (di cui non sappiamo nulla)

Non sappiamo niente del criterio con cui vengono fatti 300mila e più tamponi o 200mila, con la conseguente variazione del tasso di positività. Non sappiamo altrettanto niente della condizioni delle migliaia di infetti trovati ogni giorno. Se siano asintomatici, se abbiano sintomi lievi, se siano invece gravemente ammalati. E soprattutto cosa deve accadere a costoro per evitare che si riproponga il siparietto degli ospedali presi d’assalto da chi, dopo la positività del tampone, accusa sintomi lievi. Abbiamo imparato che fintanto che le strutture ospedaliere rimangono intatte, e le terapie intensive sotto la soglia di guardia, non v’è molto di cui preoccuparsi. Dunque sorge spontanea la curiosità su cosa significhino nello specifico i numeri che ogni giorno, come da un anno a questa parte, ci vengono sparati addosso.

Black Brain

Stillicidio di colori

Molte province di molte regioni sono ormai cadute in zona rossa da una settimana, se non di più. Da qualche giorno anche Bologna ha cambiato colore. In Toscana la provincia di Pistoia ha fatto da precursore per il massimo delle nuove restrizioni. In Lombardia vari comuni sono rossi da settimane e l’intera regione è caduta nella nuova tonalità terrificante dell’arancione rafforzato. L’unico senso che possiamo attribuire all’inserimento di un nuovo colore nella tavolozza già utilizzata dal governo precedente è il gusto sadico di non giungere all’epilogo troppo in fretta, dunque garantirsi la capacità di assaporare ogni flebile lamentela sino all’ultimo respiro.

Tutti saprebbero massacrare imponendo restrizioni dittatoriali sin da subito. Pochi, invece, sono in grado di prolungare l’agonia di un popolo ormai allo stremo delle proprie forze. E che continua a rigare dritto non si sa più per quale motivo. Il comunista Roberto Speranza, tramite il suo consigliere Ricciardi, ha in effetti operato in tal senso spargendo il terrore nelle menti degli italiani facendo preannunciare nuove e pesanti restrizioni. Mentre scriviamo serpeggia l’ipotesi di una chiusura totale imitando il vecchio e primo lockdown della primavera scorsa. Tumulati in casa ma sani come pesci, mentre la nazione da un lato sta appesa all’accordo fallimentare siglato dalla commissione europea per tutti noi con i produttori di vaccini, e dall’altro sta appeso allo sfacelo che dilaga su tutto il territorio come una macchia di petrolio riversata nella limpidezza d’un mare cristallino.

Nuove restrizioni: ma è il governo Draghi o il Conte ter?

Il dramma è che questo petrolio sembra non finire mai. Ci domandiamo che senso abbia tutto questo, e che senso abbia riproporre la medesima ricetta del governo passato con addirittura il medesimo ministro della Salute.

Se gli organi adibiti alla tutela della salute pubblica (sarebbe bello se ognuno potesse limitarsi a tutelare la propria) sono gli stessi che hanno coadiuvato il governo Conte, e se nonostante tutti gli sforzi i vaccini arriveranno in misura assai inferiore rispetto a quanto era stato preventivato, allora il dramma è totale perché l’approccio severo del governo Draghi sembra andare nella direzione delle chiusure. Nell’attesa che le desiderate fiale giungano a destinazione. Le 250mila dosi dirette in Australia e giustamente tenute in Italia, e le 13 milioni di dosi che l’UE aveva scioccamente regalato all’Africa, rimarranno su suolo europeo ma risultano essere ininfluenti nel quadro complessivo di un continente interamente affamato di vaccini.

Ciò che sta marcendo sono le libertà di un popolo a cui manca una guida coraggiosa che sappia tenere sullo stesso piano diritto alla salute e diritto alla libertà. Facendo coesistere questi due universi che non dovrebbero scontrarsi. Ormai qualsiasi provvedimento liberticida viene presentato come unica soluzione per il nostro bene. Finanche il rinvio delle elezioni amministrative, atto supremo di democrazia col quale il popolo sceglie da chi farsi governare. Votare fa male, e così abbiamo delegato la nostra intera esistenza ad un gruppo di burocrati governativi ormai abituati ad utilizzare il più feroce controllo sociale contro chi sarebbero chiamati a tutelare

Lorenzo Zuppini

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5 Commenti

  1. Bellissimo articolo, che mi trova pienamente d’accordo. Purtroppo però sembra che due italiani su tre vogliano la chiusura totale, quindi ogni popolo ha la libertà che so merita…

  2. RIVOLTA senza violenza in maniera cinica come fa i comunista e suoi tirapiedi, niente petardi spaccare tutto o altro ma solo camminando piu’ persone possibile uniti e senza museruola, e’ un’utopia ma quando il popolo sara’ alla fame sara’ il minimo questo

  3. Ma davvero lei crede che “prolungare l’agonia di un popolo ormai allo stremo delle proprie forze” sia una sofferenza per il livello di sudditanza e di ignoranza del popolo italiano? (https://www.pro-memoria.info/meglio-sudditi-che-morti-censis-2020/).
    Si è accorto che è addirittura inesistente un’opposizione politica reale e radicale alla novella dittatura sanitaria?
    Qualcuno ha scritto, diffuso e fatto proprio il risultato della delibera del TAR del Lazio del giorno 5 marzo? (https://www.pro-memoria.info/svolta-al-tar-bocciate-le-linee-guida-del-ministero/).
    Potrei continuare, ricordando le cure disponibili ed efficaci (di cui ieri parlava anche Il Fatto Quotidiano: https://www.pro-memoria.info/covid-lipotesi-dellivermectina-come-una-potenziale-terapia-santin-yale-puo-essere-il-game-changer/) usate da migliaia di medici, da sempre, senza ricorrere ad ospedali o vedere morti; o parlare dei gravissimi e molteplici effetti indesiderati dei vaccini riportati nei sistemi di sorveglianza vaccinale degli USA del Regno Unito che nessun giornale pubblica o approfondisce, ma preferisco fermarmi qui.
    Quello che decide la dittatura di turno VA BENISSIMO ai sudditi italiani. Quindi, credo che a lamentarsi sia lei e pochi altri, e questo è davvero triste e mortificante per un popolo che si auto-definisce libero.

    • A lamentarsi sono… in tanti, quasi tutti. Quella che manca, quasi totalmente è la coerenza a causa del relativismo culturale, spirituale fonte di caos interiore e individualismo incontrollato, sfrenato (c’è argine solo con rapporti di forza, oggi di pessima qualità e p. autorità).

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