Roma, 2 dic – Ok dell’Aifa al vaccino per i bambini tra i 5 e gli 11 anni ma la priorità – avverte l’Ecdc – resta immunizzare solo quelli a rischio e a determinate condizioni. La Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco dunque ha dato l’atteso via libera per gli under 12 dopo l’ok dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, del 25 novembre. La vaccinazione avverrà con due dosi del vaccino Pfizer. In formulazione specifica e a un terzo del dosaggio autorizzato per adulti e adolescenti, a tre settimane di distanza l’una dall’altra. L’Aifa suggerisce inoltre, quando possibile, l’adozione di percorsi vaccinali “adeguati all’età”.

Ok dell’Aifa al vaccino per i bambini da 5 a 11 anni

“I dati disponibili – si legge in una nota della Cts dellAifa – dimostrano un elevato livello di efficacia e non si evidenzino al momento segnali di allerta in termini di sicurezza. Al fine di evitare possibili errori di somministrazione la Cts raccomanda, per questa fascia di età, l’uso esclusivo della formulazione pediatrica ad hoc. Suggerendo quando possibile l’adozione di percorsi vaccinali adeguati all’età”. Nel parere, la Cts osserva che “sebbene l’infezione da SarS-CoV-2 sia sicuramente più benigna nei bambini, in alcuni casi essa può essere associata a conseguenze gravi. Come il rischio di sviluppare la sindrome infiammatoria multisistemica (Mis-c), che può richiedere anche il ricovero in terapia intensiva“. Infine, la Cts sottolinea che “la vaccinazione comporta benefici quali la possibilità di frequentare la scuola e condurre una vita sociale connotata da elementi ricreativi ed educativi che sono particolarmente importanti per lo sviluppo psichico e della personalità in questa fascia di età”.

Ecco perché l’Aifa ci marcia

In sostanza, l’Aifa dice che il vaccino è indicato perché in alcuni casi pure i bambini, che di solito non corrono rischi, possono avere conseguenze gravi dall’infezione. Poi fa presente che con il vaccino gli under 12 possono condurre una vita sociale. In verità per questa fascia d’età non esiste alcuna limitazione, che invece scattano da chi non ha il green pass da i 12 anni in su. Quindi è ovvio che l’Aifa qua sta cercando di invogliare i genitori a vaccinare i loro figli senza che ce ne sia una reale necessità.

L’avvertimento dell’Ecdc: “Prioritari solo i bimbi a rischio”

Dal canto suo l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, chiarisce che gli under 12 non vanno vaccinati indiscriminatamente. Sono “i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni che sono a rischio di Covid-19 grave” che “dovrebbero essere considerati un gruppo prioritario per la vaccinazione, così come in altri gruppi di età”, precisa l’Ecdc. Le valutazioni si trovano in un documento dal titolo “Considerazioni provvisorie di salute pubblica per la vaccinazione dei bambini”, pubblicato sul sito istituzionale. Indicazioni uscite dopo che l’Ema ha dato l’ok all’estensione d’uso del vaccino Pfizer/BioNTech nella fascia d’età 5-11 anni.

I chiarimenti del Centro europeo per le malattie

L’Ecdc sottolinea che anche i bambini sani, ossia “senza fattori di rischio noti sono suscettibili di malattie gravi e di ospedalizzazione, quindi si potrebbe prendere in considerazione la vaccinazione di tutti i bambini tra i 5 e gli 11 anni”. Ma – è la precisazione fondamentale – “tenendo conto dell’epidemiologia di Sars-CoV-2 a livello nazionale” di ciascun Paese. “Le potenziali opportunità offerte dalla vaccinazione dei bambini si dovrebbero considerare nel contesto dei livelli complessivi di diffusione del vaccino” in ogni Paese, ribadisce il documento. Nonché “della situazione epidemiologica in una particolare area dove si mette in campo la vaccinazione”. Insomma, i bambini vanno vaccinati in caso di una curva dei contagi molto elevata (altamente improbabile, in Italia, vista l’alta percentuale di vaccinati).

Il monito: “I ricoveri dei bambini restano molto bassi”

Inoltre, si legge ancora nel documento, “fra i bambini di 5-11 anni sono aumentati i tassi di ricovero e la proporzione di pazienti ospedalizzati con Covid, in linea con quanto accade in altri gruppi d’età”. Ma – altra precisazione importante – i ricoveri “rimangono a livelli molto più bassi nei bambini rispetto agli adulti”. Il Centro europeo per il controllo delle malattie dunque invita alla cautela nel vaccinare gli under 12. Ma soprattutto esprime un chiaro monito: “La vaccinazione dei bambini contro il Covid non può essere un sostitutivo della vaccinazione degli adulti”. Invitare a vaccinare i bambini senza le condizioni indicate, insomma – così solo per fare numero – non è la soluzione.

La “principale priorità” resta vaccinare gli adulti

Sì, perché – ricorda l’Ecdc – la “principale priorità” resta vaccinare gli adulti. “L’aumento del tasso di vaccinazione nella popolazione adulta ammissibile – avverte ancora il centro europeo – rimane la principale priorità di campagne di immunizzazione che cercano di ridurre la morbilità e la mortalità legate a Covid-19”. L’Ecdc, infine, avverte che, per quanto riguarda la trasmissione del virus, “si prevede che l’impatto della vaccinazione dei bambini sarà più debole per i Paesi con un basso tasso di vaccinazione negli adulti e più forte per i Paesi in cui c’è un alto tasso di vaccinati tra i grandi”. Insomma, vaccinare i bambini senza aver prima vaccinato gli adulti è inutile. E visto che i rischi superano i benefici, anche pericoloso, aggiungiamo noi.

Adolfo Spezzaferro

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