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Non toccate il business immigrazione: il procuratore di Catania finisce davanti al Csm

by Nicola Mattei
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procuratore zuccaro csmCatania, 28 apr – I magistrati? Intoccabili, almeno fino a quando non decidono di indagare sul business dell’immigrazione e sul controverso ruolo delle Ong in quell’autostrada di traffico di esseri umani che è il Mar Mediterraneo. E’ così che il caso del procuratore Carmelo Zuccaro, che sta indagando sui controversi rapporti fra le organizzazioni che operano al largo della Sicilia in “soccorso” ai migranti e gli scafisti, rischia di finire davanti al Consiglio superiore della magistratura, lo stesso che aveva nominato Zuccaro a capo dei pubblici ministeri etnei meno di un anno fa.

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“Sulle dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Catania Carmelo Zuccaro, comunico che, dopo aver sentito i capi di Corte e il presidente della prima commissione consiliare, avvocato Giuseppe Fanfani, sottoporrò il caso all’esame del Comitato di presidenza alla prima seduta utile fissata per mercoledì 3 maggio. Fermo restando che, come é noto, spetta al ministro della Giustizia e al procuratore generale della Cassazione di valutare se sussistono o meno i presupposti per l’esercizio dell’azione disciplinare”, spiega Giovanni Legnini, che del Csm è vicepresidente. Una velocità, quella dell’organo di autogoverno dei togati, a dir poco sorprendente se si pensa che i tempi sono in genere estremamente più dilatati quando si tratta non di censurare l’opera di un magistrato (caso più unico che raro), ma anche solo di vedere un iter prendere l’avvio.

La spiazzante celerità non può che far sorgere più di qualche sospetto, viste le numerosi voci indignate che si sono alzate in questi giorni nei confronti de procuratore. Prima fra tutte l’immancabile Laura Boldrini: “Andare a buttare questa ombra su chi salva vite umane, senza avere evidenze, è una cosa grave ed irresponsabile”, ha affermato, sottolineando che “salvare le vite in mare è un dovere, chi non lo fa commette un reato”. Il traffico di esseri umani invece lo è, anche se ciò non si adegua alla retorica della narrazione della presidente della Camera.

Nicola Mattei

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