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Roma, 4 mag – “Pagheremo tutti l’errore di Milano“: così il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri si aggiunge al coro degli esperti che si stracciano le vesti per gli assembramenti di domenica per la festa dello scudetto dell’Inter. “Fa male vedere piazza Duomo con 30mila tifosi urlanti, in festa, molti senza mascherina. Quelle persone hanno dimostrato di non avere un briciolo di buon senso. Vuol dire che si sottovaluta ancora troppo il rischio”. In un’intervista alla Stampa il sottosegretario, solitamente non allineato a catastrofisti e allarmisti, stavolta sembra parlare proprio come il suo ministro.

Festa scudetto Inter, Sileri: “Tra due settimane sapremo quanti contagi”

A leggere i titoli dei giornaloni mainstream filogovernativi come minimo ci sarà una nuova ondata di contagi dopo la festa degli interisti. E c’è chi pure mette nello stesso calderone feste vietate e movida notturna nonostante il coprifuoco, in un crescendo di allarmismo piagnone. Sulla festa in piazza dei tifosi nerazzurri, Sileri è lapalissiano: “Se c’erano positivi, è sicuramente avvenuto qualche contagio. Quanti, potremo dirlo solo tra due settimane“. Parlando di “rischio” e non di “possibili contagi”, il sottosegretario fa due calcoli. “Sappiamo che l’incidenza in Lombardia è di circa 14 casi ogni 10mila abitanti. Se in piazza Duomo c’erano 30mila persone, allora 45 di loro avrebbero dovuto essere positive. Quante ne abbiano infettate, a loro volta, difficile dirlo. Dipende dalla loro attenzione alle misure di sicurezza, come mascherina e distanziamento“.

“In piazza non solo milanesi, possibili ripercussioni sull’intera Lombardia”

Per altro, in piazza non c’erano solo milanesi. Ci sarà stata gente arrivata da Varese, Cremona, Pavia e altri comuni vicini. Parlerei quindi di possibili ripercussioni sulla Lombardia, non solo su Milano“, rincara la dose Sileri. Comunque, come sottolinea il sottosegretario, poteva andare sicuramente peggio. “Le forze dell’ordine hanno controllato, nei limiti del possibile, e sono riuscite a non far proseguire i festeggiamenti oltre l’orario del coprifuoco. L’alternativa era la zona rossa per un giorno in tutta Milano, ma i tifosi avrebbero fatto in modo di vedersi in qualche comune vicino o alle porte della città. E magari in spazi meno ampi di quelli di piazza Duomo, quindi ancora più pericolosi”, conclude.

L’allarme dei virologi e Repubblica che parla di “variante nerazzurra”

Virologi e esperti, da Galli a Pregliasco, hanno condannato gli assembramenti e lanciato l’allarme: tra 14 giorni sapremo quanti danni ha fatto la festa per lo scudetto. Intanto Repubblica parla addirittura di preoccupazione per la “variante nerazzurra“. Chi appare più sensato è Matteo Bassetti, secondo il quale i festeggiamenti si sarebbero potuti tenere “utilizzando uno stadio”. “Io sostengo da tempo che è più sicuro uno stadio a capienza ridotta, al 15-20% dove tutti sono ordinati, distanziati e con la mascherina, rispetto a queste manifestazioni di piazza disordinate. Dispiace che non si sia trovato il modo di farlo in completa sicurezza a San Siro. Ora i rischi ce ne sono se non indossi la mascherina e ti accalchi”, spiega il virologo. “Dobbiamo finirla di vietare le cose di buon senso, come la riapertura degli stadi in sicurezza magari per le ultime giornate del campionato – aggiunge Bassetti -. Come si può non essere in grado di controllare quello che si può evitare? Perché non abbiamo riaperto gli stadi prima? In altri Paesi lo fanno? E noi? Arriviamo per ultimi”.

Adolfo Spezzaferro

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