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Prato, 4 mag — Stava per compiere 23 anni e aveva avuto da poco un bimbo Luana D’Orazio, la ragazza di Montemurlo (Prato) rimasta uccisa in un tragico incidente nell’azienda tessile in cui lavorava. La ragazza è morta ieri mattina poco prima delle dieci, inghiottita e stritolata dagli ingranaggi di un orditoio — un macchinario che ordina i fili, tesse e cuce.

Luana, mamma di 22 anni morta in fabbrica

Una fine agghiacciante, davanti ai colleghi impotenti. I testimoni raccontano di avere visto Luana finire impigliata nel congegno per poi venire risucchiata dal rullo. Quando l’orditoio è stato fermato non è rimasto niente altro da fare che estrarre i resti straziati e senza vita della giovane mamma. Il personale medico arrivato sul posto non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. A due giorni da quel Primo maggio militarizzato da istanze che nulla hanno a che vedere con la sicurezza dei lavoratori, l’ennesima operaia vittima del lavoro.

Lascia un bimbo di pochi anni

Luana, come detto, lascia un bimbo piccolissimo, avuto al liceo. «Il mio amore, il mio futuro, il mio specchio», diceva alle amiche. La giovane mamma non si era persa d’animo nonostante la giovane età e per mantenere il bimbo aveva subito trovato occupazione in una piccola ditta della lavorazione tessile del distretto, vicino alla propria abitazione.

Il paese in lutto

Tutta Montemurlo è sotto choc. Così interviene il primo cittadino, Simone Calamai: «È una tragedia che colpisce tutta la comunità e mi stringo in segno di cordoglio, anche a nome di tutta l’amministrazione comunale, alla famiglia della giovane. Aveva avuto un figlio da poco, era felice. Siamo vicini al piccolo e a tutta la famiglia». Pierpaolo Bombardieri, segretario generale Uil, esprime cordoglio. «A 22 anni si ha una vita davanti, a 50 si ha una famiglia alle spalle, in tutte le età si hanno progetti e sogni da realizzare Morire ancora sul lavoro non è accettabile. Quasi ogni giorno, una lavoratrice, un lavoratore si reca al lavoro e non fa più ritorno a casa. Certo poi ci sono le verifiche, le inchieste, le multe, i risarcimenti, ma la vita non si può risarcire o monetizzare. Dobbiamo riportare centrale il tema della sicurezza sul lavoro nelle aziende».

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. ….
    mi spiace davvero,ragazzina.
    a differenza di tante altre donne,tu eri generosa:prova ne è quel figlio che
    hai donato alla vita,a dispetto della tua giovane età e dell’egoismo,di tante,
    troppe che avrebbero scelto la via più facile.
    e anche se non ti conosco,la tua morte ha reso il mondo un pò più triste…
    un pò più tetro,
    un pò meno luminoso.

    conosco personalmente fior di brutte persone che non crepano mai.
    possibile che proprio tu dovevi andartene?
    non è giusto.

  2. Notizia terribile. Un apparecchio così non ha un blocco di sicurezza per evitare il macello di una persona?! Made in China anche questo?

  3. Questa notizia parla di una tragedia terribile; un Paese potrà dirsi civile quando nessuno dei suoi cittadini morirà incidentalmente sul luogo di lavoro.

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