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Roma, 4 ago – Una volta, quando dicevi che i magistrati erano perlopiù schierati a sinistra, venivi trattato come un complottista. Il caso Palamara, però, ha scoperchiato il vaso di Pandora, portando alla luce quello che gli italiani hanno sempre saputo. E ora lo stesso Palamara lo dice chiaro e tondo: «È indubbio che la sinistra ha una forte capacità di orientamento della magistratura», ha affermato il pm romano al TpiFest, il festival di The Post Internazionale.

L’ammissione di Palamara

Nella lunga chiacchierata con Giulio Gambino, direttore di Tpi, Palamara ha risposto a una domanda molto diretta: «Spesso si dice che i magistrati sono tutti di sinistra, o che comunque la maggior parte di loro è di sinistra, è così?». Il pm romano la prende larga, per contestualizzare la sua affermazione: «La magistratura è in evoluzione, bisogna essere realisti. È composta da 9mila persone, che nei fatti sono una comunità che risente dei cambiamenti della società, nel senso che ciò che avviene nella società si riflette anche nella magistratura, composta da uomini che hanno proprie idee, proprie opinioni e un modo di agire». E poi arriva al punto: «Come tutto questo si rifletta sull’esercizio della giurisdizione va valutato soprattutto in riferimento a tematiche sensibili, ma è indubbio che la parte più caratterizzata ideologicamente della magistratura è la parte della cosiddetta sinistra giudiziaria».

«Mi sono pentito»

Insomma, dire che tutti i magistrati sono di sinistra non è corretto, «ma è indubbio che quella parte [di sinistra] è preponderante e ha una forte capacità di orientamento». In seguito Palamara si sofferma anche sull’indipendenza dei mezzi d’informazione: «A volte ti viene da pensare che la stampa non sia libera, è importante l’indipendenza della stampa così come quella della magistratura. Ho grande fiducia che la generazione dei giovani possa dare al Paese una stampa libera». E sulla vicenda delle nomine, il pm romano dice che «se tornassi indietro non rifarei le stesse cose. Eviterei questo meccanismo di relazioni. Sarei molto più netto su reiterate e numerose richieste di raccomandazione che hanno caratterizzato la mia persona in quegli anni. Mi sono pentito». Ma, avverte, «ci sono più Palamara per ogni corrente. E sono coloro che negli anni hanno ricevuto incarichi politici associativi».

Vittoria Fiore

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