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Roma, 23 set – L’ennesima farsa che penalizza l’Italia. In soldoni, il nuovo “Patto su asilo e migrazione” della Commissione europea, potremmo riassumerlo con questa breve frase. Ma di cosa si tratta nel dettaglio? Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, ha detto che “oggi proponiamo una soluzione europea per ricostruire la fiducia tra Stati membri e per ripristinare la fiducia dei cittadini”, lasciandosi andare poi al fatalismo: “Le migrazioni sono sempre state un fatto in Europa e lo saranno sempre. Per secoli hanno dato forma alle nostre società e a molte delle nostre vite. E sarà sempre così”.

I “rimpatri sponsorizzati”

A spiegare però l’obiettivo del Patto è stato però il commissario europeo Ylva Johansson, che ha presentato le proposte della Commissione assieme al vicepresidente Margaritis Schinas. “Il meccanismo di solidarietà, con i ricollocamenti e i rimpatri sponsorizzati, scatterà in modo automatico per i migranti che vengono salvati in mare. Ma anche il Paese di sbarco – ha specificato Johansson – ne dovrà accogliere una parte“. Sostanzialmente l’Italia, nelle intenzioni Ue, essendo Paese di sbarco ne dovrà accogliere almeno “una parte”. E a quanto corrispondere “una parte”? Johansson non lo dice, ma spiega meglio il Patto: “Tutti gli Stati Ue dovranno mostrare solidarietà verso i Paesi sotto pressione: potranno farlo o con i ricollocamenti, o con i rimpatri sponsorizzati. Sono queste le due componenti fondamentali del meccanismo di solidarietà obbligatorio”, ha dichiarato.

Preparatevi dunque a sentir parlare di questa nuova formula tanto fumosa quanto astuta: il rimpatrio sponsorizzato. Ma in cosa consiste esattamente? Con “i rimpatri sponsorizzati gli Stati dovranno rimpatriare – entro otto mesi – una quota di migranti dal Paese di primo ingresso. Se entro otto mesi non saranno effettuati tutti i rimpatri, lo Stato partner accoglierà sul suo territorio quanti restano da allontanare”, ha detto Johansson. Qualcuno sente già puzza di bruciato? Non è tutto.

Nessun obbligo

Il piano Ue prevede soltanto degli impegni, non degli obblighi, per i Paesi membri anche per quanto riguarda i ricollocamenti. Dunque non è affatto detto, anzi la sensazione è che avvenga esattamente il contrario, che Italia, Spagna e Grecia – ovvero le nazioni di primo approdo – vengano realmente sostenute dagli altri Stati europei.
A differenza di quanto chiesto dall’Italia non ci saranno affatto ricollocamenti obbligatori. I clandestini che sbarcheranno sulle nostre coste, senza vincoli di accoglienza previsti per i Paesi membri, verosimilmente resteranno a lungo se non per sempre in Italia. Certo, si potrebbe pensare che i governi nazionali attuino almeno i rimpatri, ma anche questo è tutto da dimostrare. E considerato il modus operandi con cui si è mosso sinora l’esecutivo giallofucsia, rischiamo di trovarci di fronte al solito miraggio.

La “procedura di frontiera”

Non solo, il patto Ue prevede anche due possibilità per gli immigrati che entrano illegalmente in Europa: un iter standard per la richiesta di asilo, oppure una ‘procedura di frontiera’ veloce. Nel primo caso, che dunque è sempre considerabile, tutto come prima. Nel secondo si parla di salvaguardia del diritto alla richiesta di asilo, che però in caso di risposta negativa dovrebbe accelerare i tempi di rimpatrio perché si prevede che la decisione venga accompagnata contemporaneamente a quella di rimpatrio. Ovvero il Paese che rifiuterà la richiesta di asilo di un immigrato, avrà 12 settimane a disposizione per attuare procedura veloce. E se non rispetterà i tempi? Il caso seguirà semplicemente l’iter standard. Riepilogando: nessun ricollocamento obbligatorio, procedure di rimpatrio fumose e vaghissima richiesta di solidarietà reciproca. Come suddetto: una farsa.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. Sta stronza col muso raggrinzito c’ha la faccia di una che sfotte perchè si sente fica e furba. Ha da finì la truffa teteska, e poi vediamo che mangi.

  2. Alcuni punti che vorrei commentare:

    1) “ […] Le migrazioni sono sempre state un fatto in Europa e lo saranno sempre. Per secoli hanno dato forma alle nostre società e a molte delle nostre vite. E sarà sempre così […] ”

    Dipende. Se ci si riferisce alle migrazioni interne all’Europa sono d’accordo, altrimenti, si tratta di una menzogna bella e buona, dato che l’Europa ha sempre respinto le invasioni di popoli extra-europei.

    2) Si fanno i soliti “conti senza l’oste”, quest’ultimo essendo rappresentato dai Paesi di provenienza dei migranti/clandestini che, credo, difficilmente accetteranno di riprendersi i loro compatrioti (perderebbero tutte le rimesse monetarie), almeno, non prima di aver contrattato consistenti cifre in denaro oltre a corridoi preferenziali di quote annuali di emigranti.

    3) Facciamo l’esempio dell’Italia: all’arrivo dei soliti barconi carichi di migranti/clandestini, i nostri avrebbero dai 3 ai 5 giorni di tempo (in un “punto franco” da individuarsi!) per fare tutti gli accertamenti del caso (sanitari, anagrafici, etc.) e entro 12 settimane (quasi 3 mesi) si dovrà comunicare il responso – rimpatrio o protezione internazionale. Con il Governo immigrazionista che abbiamo e con un’eventuale approvazione dello ius soli (ammesso che la UE lo accetti), è molto probabile il fatto che buona parte di quegli stranieri rimarrebbero a vita in Italia.

    Si potrebbero fare altre considerazioni in merito ma evito. Per come l’ho capita io, cambierebbe poco e niente anche perché se gli ordini da New York sono quelli che sono (Replacement Migration) e Bruxelles si adegua, ben poco si potrà fare, a meno che non ci si stacchi dall’ONU, si straccino i vecchi e dannosi trattati e si cambino le leggi. Intanto, prima che questo nuovo Patto venga approvato, pare che passeranno almeno 2 anni tra discussioni e controversie al Parlamento Europeo, visto e considerato il fatto che se ne siano lamentati un po’ tutti, persino l’ASGI, cioè, quelli che sostengono che la migrazione dai Paesi extra-europei sia un’opportunità straordinaria per il nostro continente, da non lasciarsi sfuggire (vedi le tristemente famose… “risorse”).

  3. Ma quando usciamo da questa europa comandata dalla finanza privata (la BCE è privata) e da una commissione che decide tutto e che non è nemmeno eletta dal parlamento europeo?Non se ne puo’ piu’ di sentire i moralozzi di persone sconosciute che improvvisamente vengono messe alla ribalta e pretendono pure di insegnarci cosa pensare e come dobbiamo agire.E i famosi “valori europei” di cui parla cosa sono?? Lo sdoganamento e la promozione della sodomia? L’ invasione degli stati europei da parte di masse di persone con culture molto diverse?O forse la distruzione della Yugoslavia che non era allineata con nessuno?

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